E’ stata fissata per il 4 dicembre l’udienza pubblica della Corte Costituzionale per la discussione nel merito del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro la Procura di Palermo.

Come noto, il ricorso ruota attorno all’uso delle intercettazioni indirette di Napolitano avvenute nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia, quando era stata messa sotto controllo l’utenza dell’ex ministro Nicola Mancino.

Il ricorso è stato depositato dall’Avvocatura dello Stato presso la cancelleria della Corte Costituzionale mercoledì 26 settembre, dopo essere stato ritenuto ammissibile dalla stessa Corte il 19 settembre scorso.


I pm palermitani non si sono ancora costituiti in giudizio.


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  1. […] In particolare, “non corretto uso del potere giurisdizionale” é stato “aver registrato le intercettazioni nelle quali casualmente e indirettamente era coinvolto il Presidente della Repubblica, unitamente alle circostanze (pacifiche e non contestate) che il testo delle telefonate é agli atti del processo e che ne é stata addirittura valutata l’(ir)rilevanza e, soprattutto, che si ipotizza lo svolgimento di un’udienza secondo le modalità indicate dall’art. 268 c.p.p. (trascrizione integrale delle intercettazioni, previa valutazione dell’irrilevanza; facoltà dei difensori di estrarne copia e udienza c.d. stralcio; autorizzazione del G.I.P. sentite le parti) per ottenerne l’acquisizione o la distruzione: procedimento che perché produrrebbe un grave «vulnus» alle prerogative del Presidente della Repubblica, operando senza tenere di esse alcun conto e alterando in concreto e in modo definitivo la consistenza dell’assetto dei poteri previsti dalla Costituzione“. Viene in conseguenza richiesto alla Corte di “dichiarare che non spetta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo omettere l’immediata distruzione delle intercettazioni telefoniche casuali del Presidente della Repubblica, né che spetta ad essa valutarne la (ir)rilevanza offrendole all’udienza stralcio di cui all’art. 268 cod. proc. pen.”. L’udienza è stata già fissata per il 4 dicembre 2012. […]

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