Sono partite martedì 18 settembre scorso le iscrizioni a Milano nel nuovo registro delle Unioni civili, dove tutte le coppie di fatto del capoluogo lombardo potranno vedere un primo barlume di riconoscimento della loro convivenza. Eppure, il sindaco Giuliano Pisapia non è ancora soddisfatto e, dalla festa Idv di Vasto, ha aperto anche alle adozioni per le coppie omosessuali.

Il registro delle Unioni, fortemente voluto dal sindaco Giuliano Pisapia e approvato da una giunta dove sono presenti esponenti dell’ala cattolico-moderata, sta rimettendo in legalità decine di coppie conviventi vittime del vuoto normativo in Italia sulla materia. Solo il primo giorno, le coppie che si sono presentate all’ufficio anagrafe del Comune meneghino sono state 18, di cui 14 etero e 4 dello stesso genere sessuale.

Ad aprire ufficlamente l’elenco delle Unioni civili a Milano, è stata, però, simbolicamente una coppia di conviventi gay, formata da Paolo Hutter, sempre attivo per il riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali, e il suo compagno Paolo Oddi. A loro, come a tutte le coppie che si sono recate all’ufficio preposto, è stato rilasciato un attestato che certifica il riconoscimento legale dell’unione.


Sarebbero ormai oltre 100, infatti, le coppie che hanno avanzato richiesta di entrare in elenco: numeri che fanno esultare il primo cittadino, che ha ricordato come a Milano “il registro stia andando meglio delle altre località dove è stato adottato”.

Sulle ali dell’entusiasmo, il sindaco milanese rilancia anche il tema dell’affidamento di minori alle coppie gay: “Sono d’accordo con la possibilità di far adottare dei figli anche alle coppie omosessuali – ha dichiarato Pisapia – Meglio avere deigenitori, anche se omosessuali, piuttosto che non averne affatto”.

Posizioni che hanno generato forte contrasto sia nell’arco politico, che entro la sfera cittadina della metropoli milanese, dove l’arcivescovo Angelo Scola ha richiamato l’attenzione dei cattolici sul tema delle coppie di fatto, invitandoli a chiedersi se quello approvato dalla giunta Pisapia “sia il contenitore giusto”. Un messaggio neanche troppo velatamente rivolto agli assessori di area cattolica, invitati apertamente a trovare la modalità “di esprimere in maniera evidente e forte il suo dissenso”.

 


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