La riforma del condominio approda, dopo lungo peregrinare, all’esame dell’aula di Montecitorio, che ne avvierà oggi la discussione, in previsione dell’ok definitivo. La Commissione Giustizia ha dato via libera al testo, apportando alcune modifiche, su cui dovrà pronunciarsi in tempi rapidi l’omologo consesso dedicato al Bilancio. Se ciò avverrà, la riforma del condominio otterrà probabilmente l’accelerazione decisiva per diventare legge nei prossimi mesi.

E di novità, in pentola, ce ne sono parecchie per chi è abituato alla condivisione di spazi privati e comuni nel medesimo immobile abitativo. A cominciare dai tanti residenti che detengono animali domestici negli appartamenti e, di conseguenza, nei passaggi generali per tutti i condòmini. Il testo uscito dalla Commissione Giustizia, infatti, sancisce che i singoli regolamenti non possano in alcun modo precludere il possesso o la presenza di cani e gatti, né, tantomeno, porre limiti alle destinazioni d’uso di proprietà esclusiva.

Tali dissidi emergono, in maniera molto frequente, nella fruizione degli spazi comuni, che verranno “censiti” in un elenco ad hoc, dove vi si includerà l’intera metratura dello stabile sottoposta a libera fruizione da parte dei residenti, ivi inclusi angoli e anfratti come i sottotetti destinati all’uso collettivo. non mancano, però, paletti ben precisi all’utilizzo delle parti condivise, come la stabilità, la sicurezza e il decoro architettonico dell’edificio. Con questa novità, l’obiettivo è quello di dare specifiche più chiare e ridurre, così, le classiche dispute sull’utilizzo degli spazi condivisi.


Problema molto diffuso, spesso fonte di cocenti malumori tra “vicini di pianerottolo“. A sanare le diatribe, comunque, ci penserà, anche secondo la riforma in via di approvazione , la figura cardine dell’amministratore, che, secondo le ultime limature al testo, dovrà restare in carica per un biennio, invece che per soli dodici mesi. Egli è chiamato a stipulare, previa richiesta dell’assemblea, una speciale polizza assicurativa a tutela dei rischi derivanti dalla professione svolta, il cui onere sarà, però, sostenuto dalle casse condominiali. 

In tema di responsabilità, poi, l’amministratore, che dovrà iscriversi entro un apposito registro, può essere sollevato dall’incarico in un’assemblea straordinaria in caso emergano scorrettezze fiscali o anche per il mancato ricorso al conto condominiale se necessario. Sul compenso, poi, viene introdotta massima trasparenza fin dal momento successivo alla nomina, da cui il neo amministratore dovrà porre in chiaro ogni centesimo di compenso per l’attività svolta.

Confermato, come già annunciato, il divieto di indire le assemblee condominiali nei giorni festivi, tenendo conto anche delle diverse fedi religiose – naturalmente riconosciute dalla giurisprudenza statale – che possono coesistere all’interno di un unico immobile. Inoltre, viene specificata la facoltà di slacciarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato in caso di certificato malfunzionamento: nel caso, le uniche spese a carico saranno quelle di conservazione, manutenzione straordinaria e conservazione.

Leggi il testo in discussione alla Camera con le ultime modifiche


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6 COMMENTI

  1. […] grandi attese anche per conoscere gli effetti della riforma, anche pesanti, alle assemblee condominiali, che d’ora in avanti conosceranno paletti più flessibili per rendere operative le proprie […]

  2. […] la Camera ha approvato la riforma del condominio, confermando le anticipazioni sulle novità in materia di convocazioni e di registrazione del sito web condominiale, più tutte le altre […]

  3. […] tempi di riforma del condominio, che proprio in queste ore è in discussione alla Camera, arriva una novità molto interessante per […]

  4. Se riforma è sinonimo di progresso e di adeguamento della norma ai tempi, questa non lo è. Spunta, ora timidamente nel testo, internet: ma in generale i moderni mezzi tecnici che potrebbero essere di ausilio in diversi casi sono ignorati. Un esempio per tutti: il c.d. supercondominio, fattispecie non codificata dall’attuale c.c. ed ora espressamente prevista dalla riforma, ma con soluzioni non in linea con i tempi. Sono noti -o dovrebbero essere noti- agli ‘addetti ai lavori’ i problemi che la gestione di un supercondominio comporta nella pratica a causa del numero rilevante dei proprietari, spesso residenti (consorzi turistici) nei comuni più disparati e lontani: ebbene, tali problemi, in particolare per quanto riguarda la partecipazione alle assemblee, possono oggi essere facilmente risolti proprio con internet (esistono già -per chi non lo sapesse- e sono già nella pratica utilizzati appositi programmi), senza in questa maniera stravolgere i principi del nostro ordinamento -che riconosce, come ribadito dalla Cass. con giurisprudenza assolutamente unanime e consolidata- il fondamentale ed incomprimibile diritto di ciascun proprietario ad essere convocato e intervenire in assemblea- come vorrebbe la riforma, che invece -illegittimamente ed inopportunamente- prevede la partecipazione del solo rappresentate delegato da ciascun condominio.

  5. […] proprio quello di spingere al massimo in direzione della trasparenza, proprio come esprimono i vari punti chiave della riforma ora al vaglio della Camera, sia in materia di assemblee – tra parti comuni e animali domestici –  che di gestione […]

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