Secondo la tempistica contenuta nel comma 7 dell’articolo 17 del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012, “Le funzioni amministrative di cui al comma 6 sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali”. Il comma 6 della medesima disposizione recita infatti “sono trasferite ai comuni le funzioni amministrative conferite alle province con legge dello Stato fino alla data di entrata in vigore del presente decreto e rientranti nelle materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, comma secondo, della Costituzione”.

Se la matematica non è un’opinione (e non lo è!), il decreto in questione è entrato in vigore il 7 luglio 2012. Ergo: 7 luglio 2012 + 60 giorni= oggi, mercoledì 5 settembre.

Tuttavia nell’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri appena iniziato non c’è traccia di questo decreto del Presidente del Consiglio.


Un silenzio che può prestarsi a varie interpretazioni… Marcia indietro? Ripensamento di priorità nell’agenda del governo? Necessità incombenti?

Oppure soltanto si sono drasticamente sottovalutate le numerose funzioni degli enti provinciali?


CONDIVIDI
Articolo precedenteAnalisi del prof. Onida sul riordino delle province: e le funzioni?
Articolo successivoDecreto sanità, il taglia e cuci di Balduzzi su salute e stili di vita

1 COOMENTO

  1. […] disposizioni degli articoli 17 e 18 della legge 135/2012 sono in totale stallo. Non si sa ancora (e il Governo avrebbe dovuto pronunciare l’oracolo il 5 settembre scorso) quali funzioni statali attribuite alle province passeranno ai comuni; nessun Cal regionale ha dato […]

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here