Novità in arrivo sul fronte dell’atteso “Decreto Sanità” (27 articoli nell’ultima bozza esaminata venerdì scorso dai tecnici del Ministro della salute, Renato Balduzzi) di cui è previsto l’approdo al Consiglio dei Ministri di mercoledì 5 settembre. Una parte significativa del provvedimento è dedicata ad un pacchetto per l’incentivazione di corretti stili di vita, sottolineando in tal modo l’importanza fondamentale della prevenzione ed il suo ruolo anche nella riduzione della spesa sanitaria sul lungo periodo (tenendo conto del progressivo invecchiamento della popolazione).

Appare, intanto, come quasi certa l’eliminazione della contestata tassa sulle bibite gassate, ricche di zuccheri e calorie e causa, a fronte di un consumo prolungato nel tempo, di malattie quali l’obesità ed il diabete. Tale cancellazione, sulla quale non è stata ad ogni modo ancora detta l’ultima parola, era già stata presa in considerazione da Balduzzi: “Abbiamo già ottenuto il risultato di sensibilizzare i cittadini su questo tema”.

Nel pacchetto “stili di vita” sarebbero invece confermate norme come quella contro le cosiddette “ludopatie”, che porrebbe limiti alla presenza di sale giochi nelle vicinanze delle scuole e degli ospedali, e quella contro la vendita delle sigarette ai minori. Sicuro lo stralcio del provvedimento sul programma nazionale per la non autosufficienza che, come su richiesta delle Regioni, prenderà probabilmente l’iter di una legge autonoma.


Nel Decreto Sanità rimane confermata la riforma del lavoro medico contenente, tra le altre cose, disposizioni per l’apertura 24 ore su 24 degli studi ed ambulatori. Restano ancora alcuni punti da chiarire, con il Segretario nazionale della Fimmg (il principale Sindacato dei medici di base), Giacomo Milillo, che in una lettera rivolta ai colleghi di medicina generale ha precisato che il lavoro notturno non sarà obbligatorio per tutti i medici di famiglia. Milillo ha successivamente chiarito all’Ansa che “i pazienti riceveranno dal proprio medico di base un recapito per le emergenze notturne, al quale risponderà un medico della squadra di 15-20 medici dell’aggregazione prevista dalla riforma”. Spetterà dunque al gruppo dei camici bianchi organizzarsi per coprire le ore notturne.

Rispetto all’attuale organizzazione della guardia medica, il medico della “squadra 24 ore” avrà l’accesso alle informazioni sanitarie (previa autorizzazione del paziente) che sono in possesso del suo medico di famiglia. In tal modo per il dottore che segue occasionalmente il paziente sarà più semplice la procedura non solo relativa al disbrigo delle emergenze, ma anche per le problematiche dei malati cronici o di chi soffre di patologie particolari.

Per le Regioni è previsto un incontro straordinario per martedì 4 settembre, nel quale dovrebbero formalizzare una loro posizione unitaria sul Decreto Sanità.


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