Continua con successo la quotidiana battaglia condotta dalla Guardia di Finanza contro chi tenta illecitamente di trasferire i propri capitali oltre confine, nell’eterna partita dell’economia sommersa (stimata, in Italia, attorno ai 250 miliardi di euro) per sottrarsi alla vigilanza del fisco. Si tratta di una continua fuga di capitali che contribuisce non poco al fenomeno dell’evasione fiscale.

Nei primi sette mesi del 2012, le Fiamme Gialle non si sono fatte trovare impreparate e hanno recuperato, nel corso di 2.638 interventi, presso le dogane dei valichi di frontiera, i porti e gli aeroporti, oltre 41 milioni di euro in procinto di essere illecitamente trasferiti aldilà dei confini, registrando un boom del 78% di valuta sequestrata in più rispetto allo stesso periodo del 2011 (quando, a fronte di 2.278 operazioni, furono recuperati 23,2 milioni).

Si conferma la tendenza, da parte degli evasori, alla ricerca di nascondigli sempre più impensabili. Accanto ai tradizionali vani nascosti, doppi fondi e biancheria intima, il “premio fantasia” sembra doversi attribuire ad un cittadino cinese che aveva nascosto una banconota da 500 euro in ogni sigaretta, portando nel complesso il valore di un pacchetto di “bionde” a 10.000 euro. L’aumento delle somme recuperate, oltre che ai maggiori accertamenti, si deve anche all’integrazione tra telecamere, nuovi sistemi informatici – in grado di meglio scovare i viaggiatori che cercano di eludere i controlli frazionando le somme e muovendosi in gruppo – e “cash dog”, cani addestrati per la ricerca del denaro e protagonisti di alcuni importanti ritrovamenti.


Si registra anche un forte aumento nel recupero di metalli ed oggetti preziosi, segno che la crisi economica ha spinto anche gli evasori ad investire in beni rifugio, perlopiù destinati a varcare la frontiera con la Svizzera alla volta delle sue discretissime banche: 88 i kg d’oro sequestrati dalla Finanza da inizio anno (erano 45 nello stesso periodo del 2011), 570 quelli di argento (dai 179 dello scorso anno).

Il Governo Monti, con il decreto sulle semplificazioni fiscali del marzo scorso, convertito dalla legge n. 44/2012, ha inasprito il sistema sanzionatorio su chi esporta illecitamente capitali all’estero. Chi tenta di varcare i confini trasportando contanti o titoli per valori superiori a 10.000 euro senza dichiararli viene colpito da una sanzione amministrativa che oscilla tra il 30 ed il 50% della somma eccedente la soglia. Tale sanzione viene ridotta (dal 30 al 10%) se l’eccedenza non supera i 10.000 euro. C’è, infine, la possibilità di estinguere immediatamente la violazione, qualora l’eccedenza non superi i 40.000 euro e per una sola volta ogni 5 anni: in tal caso è sufficiente pagare il 15% del valore superiore al limite indicato (o il 5% se l’eccedenza è inferiore ai 10.000 euro).

È in questo nuovo contesto legislativo che si inserisce l’intensificazione dei controlli da parte delle Fiamme Gialle.

Fabio Giambi


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  1. Apprezzo il lavoro della guardia di finanza, ma non esistono solo le frontiere. Sono un diportista ho navigato in tante localita’ del mediterraneo approdando in vari porti, ma mai avuto un controllo a bordo. Non vi sembra un’ottima via per trasportare capitali all’estero.
    Per la direzione ed anche alla guardia di finanza.

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