Procede con buoni risultati la campagna con la quale l’Inps, programmata per il triennio 2010-2012, sta attuando un piano di verifiche straordinarie su 600.000 pensioni d’invalidità erogate dall’Istituto (100.000 controllate nel 2010, 250.000 nel 2011 e altre 250.000 per il 2012). Sono infatti ben 70.000 gli assegni revocati nel biennio 2010-2011, pari al 20% dei 350.000 controlli effettuati nel periodo.

Lo stesso trend sembra, per il momento, confermato anche per il 2012: sono, infatti, già 12.000 le pensioni abolite nel solo primo trimestre di quest’anno.

Nel 2011 le domande per nuove prestazioni sono state 400.000, il 10% in meno rispetto al 2010: queste 40.000 richieste di pensione d’invalidità in meno si devono all’effetto congiunto di revoche da una parte e di mancati rinnovi dall’altra, quando si tratta di prestazioni soggette a scadenza.


È quanto comunicato da Antonio Mastrapasqua in un’intervista rilasciata all’AGI, nella quale il Presidente dell’Inps afferma che il risultato si inserisce nel solco della progressiva digitalizzazione dell’Istituto, che ha portato ad una rinnovata e precedentemente impensabile “trasparenza e velocità di intervento”. Dal 2010, infatti, le pratiche per la richiesta dell’assegno di invalidità si possono avviare esclusivamente online, il che fa sì che ci sia maggiore tracciabilità lungo tutto il processo necessario all’ottenimento della prestazione.

I dati del 2012 fanno anche registrare una (doverosa) intensificazione della lotta, condotta congiuntamente dall’Inps e dalla Guardia di Finanza, contro il diffuso e deplorevole fenomeno dei falsi invalidi: in seguito ad accertamenti ne sono stati finora scoperti 336 (di cui 45 falsi ciechi), che hanno percepito sussidi per 5,5 milioni. Il valore delle frodi ai danni della previdenza sociale è stimato, nel 2012, attorno ai 50 milioni di euro, in aumento del 50% rispetto al 2011.

Che questa campagna di controlli a tappeto abbia una grande importanza lo si capisce considerando l’entità complessiva delle pensioni di invalidità stanziate ai fini della previdenza sociale: sono 2,7 milioni (dato “stabile rispetto al 2011 e inferiore al 2010”, ha chiarito Mastrapasqua) e costano alle finanze pubbliche ben 16 miliardi di euro l’anno. Riflettendo su queste cifre, si comprende come sia l’intero modello di welfare del nostro Paese, già sotto attacco in tempo di recessione ed austerity, ad essere messo in discussione e a doversi rinnovare per garantire la propria sostenibilità ed equità di trattamento ai cittadini nei prossimi decenni.

Da questo punto di vista, un contributo importante arriva anche dalla telematizzazione dell’Inps, completata mercoledi 1° agosto per quanto riguarda le domande ed istanze di servizio. Il sito dell’Istituto  è per il 65% utilizzato per svolgere servizi che solo fino a qualche mese fa venivano erogati negli uffici territoriali. Sono 850.000 i contatti al giorno via Internet e al numero verde messo a disposizione degli utenti, contro i 100.000 che si recano nelle sedi fisiche dell’Ente. In conseguenza di questa piccola rivoluzione digitale, Mastrapasqua ha stimato i risparmi per i cittadini tra 1 ed 1,5 miliardi di euro, senza considerare quelli in termini di tempo.


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  1. Ma perché si parla sempre di falsi invalidi, come se richiedere una qualsivoglia invalidità, sia la cosa più semplice di questo mondo? Forse è solamente il caso di far capire che ogni falso invalido è dato da una dichiarazione falsa di invalidità. Considerato che ci sono implicati: il medico di famiglia, una commissione medica per l’accertamento e l’Inps che paga eventuali pensioni, credete che richiedere un’invalidità sia la cosa più semplice di questo mondo. Qualcuno ha mai pensato di verificare le firme sui verbali di invalidità? Sono di medici veri o fasulli? Quel che più mi rattrista è la constatazione che l’Inps, nel caso di pagamento di pensioni, fino ad oggi ha accettato tutto. Siamo sicuri che all’interno dell’Inps tutti gli impiegati abbiano svolto il proprio dovere? Quindi, per cortesia, quando parliamo di falsi invalidi, cerchiamo di raccontare le storie per intero! Inoltre, forse sarebbe anche il caso che gli enti pubblici comunicassero di più tra loro. Come è possibile che l’Inps paghi pensioni di cecità totale a chi ha la patente di guida? Credo che lo scambio di informazioni sia indispensabile e non c’entri nulla la privacy!

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