Il Quirinale ha emesso l’ennesima dura nota di questa torrida estate di provvedimenti: “è innegabile che la ripetuta sollecitazione del Presidente a approvare in Parlamento modifiche costituzionali e riforme regolamentari che garantissero un iter più certo e spedito dei ddl ordinari, non ha trovato riscontri in conseguenti iniziative e deliberazioni nelle due Camere”.

Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ribadito, per l’ennesima volta, la necessità che Parlamento e Governo si diano una mossa in merito alle riforme “buone” per il Paese. Dispiace questa situazione, in cui si ha l’impressione che il primo cittadino italiano sia come il capitano del Titanic, la nave affonda e nessuno ascolta i suoi ordini, anche se non è del tutto vero visto che le impennate che ci sono state riguardo alla legge elettorale sono, senz’altro, merito suo. Diciamo, però, che la classe politica ha nel suo dna quello di fare orecchie da mercante, ecco perché sembra che spesso questi appelli cadano nel vuoto, l’augurio è che non sia così ovviamente e che presto cominci quel percorso di riforme che non è auspicato solo dal presidente ma, soprattutto, dal popolo italiano.

Napolitano, nella nota, ha rivolto la sua attenzione poi alla querelle sviluppatasi dopo l’intervista di Monti a Der Spiegel sul ruolo del Parlamento ed Esecutivo, ed ha proposto, di fatto, una sorta di sintesi “c’è materia per riflessioni critiche e per impegni concreti da parte sia di chi governa sia delle forze politiche, per assicurare tanto un pieno rispetto, e un libero svolgimento, del ruolo del Parlamento, quanto il tempestivo ed efficace assolvimento dei compiti propri dell’Esecutivo”.


Inoltre, una parte del comunicato è considerabile in risposta alle critiche mosse da Di Pietro che, nella giornata di martedì, aveva posto in risalto il numero troppo alto di fiducie richieste ed ottenute dal governo Monti, a tal proposito il Presidente si è espresso così ; “in quanto al frequente ricorso alla decretazione d’urgenza e alla posizione di questioni di fiducia, si tratta – come è noto – di una prassi di antica data, su cui il Presidente Napolitano ha espresso le sue preoccupazioni, tendendo a porvi freno, fin dall’inizio e in tutto il corso del suo mandato”.

Il comunicato poi prosegue ricordando, fra l’altro come questa legislatura straordinaria e quella precedente siano state costrette, per cause di forza maggiore, ad affrontare situazioni di urgenza senza precedenti in ambito europeo, quindi giunge, ancora una volta, un attestato di stima da parte di Napolitano nei confronti di Monti e del suo operato. Infine nella nota emessa dal Quirinale, il Presidente, ha promulgato la legge che converte, con modifiche, il decreto-legge del 6 luglio 2012 per la revisione della spesa pubblica, si legge nel comunicato: «Il Parlamento ha ancora una volta dato a larga maggioranza e in piena, responsabile consapevolezza, il suo consenso, nel quale si esprime – in Italia come in ogni Paese democratico – l’imprescindibile, autonomo e decisivo ruolo del Parlamento».


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2 COMMENTI

  1. […] come l’isola che non c’è, non c’è per l’appunto. Non sono serviti i reiterati appelli del presidente Napolitano, non è bastato lo stato delle cose che sarebbe più che sufficiente a giustificare una immediata […]

  2. […] riforme più attese e urgenti, anche secondo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha chiesto ufficialmente un’accelerata. C’è da prevedere che il dibattito sulle regole di […]

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