Com’era prevedibile, il Governo, dopo vari tentennamenti e richieste di sospensione di seduta, ha posto la fiducia in Senato su un maxi-emendamento che comprende i decreti sulla spending review e quello sulla dismissione del patrimonio pubblico. L’annuncio è stato dato dal ministro Piero Giarda. Nella serata di ieri si è svolta in Aula la discussione della questione di fiducia. Questa mattina sarà la volta delle dichiarazioni di voto. Qualora il Governo incassi l’ennesima fiducia, il provvedimento passerà alla Camera per la seconda lettura.

Quasi una via crucis, l’iter legislativo del decreto sulla spending review ieri in Senato, dove si è avviata la discussione congiunta del ddl n. 3382 di conversione in legge del decreto-legge 27 giugno 2012, n.87 recante misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario e del ddl n. 3396 di conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini.

Al termine della discussione generale, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Giarda ha posto la questione di fiducia su un testo comprendente entrambi i provvedimenti, nei testi proposti dalla Commissione, salvo alcune modifiche di coordinamento. Il Presidente della Commissione bilancio Azzollini, intervenendo prima dell’inizio della discussione sulla fiducia, ha rilevato come nell’ambito delle modifiche di coordinamento siano ricomprese anche alcuni elementi di sostanza, come nel caso dell’estensione dell’aumento delle tasse universitarie anche agli studenti in corso.


La prima fase della seduta è stata dedicata agli interventi dei quattro relatori sui provvedimenti. Circa il primo decreto, gli interventi hanno evidenziato la necessità del provvedimento per contrastare l’emergenza finanziaria del Paese e per riqualificare la spesa pubblica e ne hanno illustrato i contenuti, specificando peraltro che in Commissione sono stati apportati significativi miglioramenti ed integrazioni. Il decreto attribuisce alla Cassa depositi e prestiti il diritto di opzione per l’acquisto delle partecipazioni azionarie detenute dallo Stato in Fintecna, Sace e Simest, misura dal valore strategico ai fini della valorizzazione dei cespiti immobiliari pubblici, del sostegno finanziario all’internazionalizzazione delle imprese e della copertura assicurativa delle operazioni con l’estero. Le misure in tema di valorizzazione e dismissione di immobili pubblici prevedono la messa a regime di una Società di gestione del risparmio, interamente posseduta dal Ministero dell’economia e delle finanze, con il compito di istituire fondi che partecipano a quelli immobiliari costituiti da enti territoriali, anche tramite società interamente partecipate, a cui siano conferiti immobili oggetto di progetti di valorizzazione. Tutto ciò per dar corso ad un grande programma di progressive e pianificate dismissioni del patrimonio pubblico, finalizzato ad una parziale e graduale riduzione del debito. Il decreto dispone inoltre l’incorporazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato nell’Agenzia delle dogane e l’incorporazione dell’Agenzia del territorio nell’Agenzia delle entrate, mentre altre disposizioni attengono alla riorganizzazione di alcuni enti della amministrazione economico-finanziaria. Il decreto, inoltre, riduce il personale del Ministero dell’economia e delle finanze e delle Agenzie fiscali e trasferisce alcune funzioni dalla Consip alla Sogei. Si prevede la sottoscrizione di nuovi strumenti finanziari emessi dal Monte dei Paschi di Siena computabili nel patrimonio di vigilanza e se ne stabiliscono caratteristiche, modalità, condizioni e procedure per la loro sottoscrizione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, in particolare ai fini della conformità con la disciplina degli aiuti di Stato.

I relatori sul decreto-legge sulla spending review, hanno illustrato essenzialmente i contenuti politici volti a diminuire e migliorare la qualità della spesa pubblica primaria e aumentare il livello dei servizi offerti ai cittadini, anche al fine di scongiurare l’aumento ad ottobre dell’aliquota IVA e di liberare risorse per affrontare l’emergenza legata al sisma in Emilia e per allargare la platea dei lavoratori esodati. Il provvedimento propone inoltre una profonda riorganizzazione del sistema delle autonomie locali, ridisegnando la mappa delle Province. Altre misure riguardano la revisione delle piante organiche del personale, la rinegoziazione dei contratti di affitto degli immobili occupati dalle amministrazioni pubbliche, lo scioglimento o la vendita delle società in house o partecipate, il contenimento delle spese per il parco auto e per i buoni pasto dei pubblici dipendenti, nonché per il funzionamento della Presidenza del Consiglio dei ministri. Si dispone inoltre la riduzione del finanziamento statale in favore del Servizio sanitario nazionale e si introducono importanti misure per il contenimento della spesa farmaceutica.

Il Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Polillo si è rallegrato per il lavoro svolto in Commissione, dove a tempo di record è stata migliorato, a saldi interamente preservati, un intervento legislativo delle dimensioni di una manovra finanziaria.

Respinte poi le questioni sospensive e di costituzionalità promosse dalla Lega.

Se da parte delle forze che sostengono il Governo Monti è stato posto l’accento sulla necessità di intervenire nel senso proposto dal decreto, giudicato un importante passo in avanti, le opposizioni hanno invece manifestato scetticismo circa l’efficacia del provvedimento ed hanno lamentato come esso colpisca duramente le Autonomie locali senza minimamente conseguire l’obiettivo dell’invarianza dei servizi pubblici.

Le dichiarazioni di voto finali sono attese per oggi, a partire dalle ore 9.


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