La data di inizio dell’applicazione del Quinto Conto Energia era diventata un rebus e un pensiero costante per chi lavora professionalmente nel settore. Infatti, lo sviluppo del comparto fotovoltaico è strettamente legato alla normativa incentivante che dal 2005 ha guidato la sua nascita e la sua crescita. Una miriade di ditte e professionisti ha scommesso sulla rapida crescita del settore acquisendo competenza e professionalità; di pari passo sono cresciuti vincoli realizzati e organizzativi e il corpus delle regole (norme tecniche del CEI, delibere AEEG, linee guida del GSE) per l’accesso agli incentivi.

Questi operatori erano consapevoli dell’avvicinarsi del momento della transizione alla nuova regolamentazione ma, forse, pochi ne avevano compreso l’imminenza.

Infatti, rispetto al passato, il Quarto Conto Energia non prevedeva una data di chiusura della fase di incentivazione ma un valore di soglia del costo cumulativo annuo degli incentivi da raggiungere (6000 milioni di euro che sono stati raggiunti il 12 luglio 2012).


Si esaminano gli aspetti principali del Quinto Conto Energia, rimandando il lettore ad ulteriori approfondimenti.

Gli scopi del Quinto Conto Energia

La prima puntualizzazione riguarda gli scopi dichiarati del decreto ministeriale.

Infatti, le regole di incentivazione vengono emanate in un contesto in cui con largo anticipo sono stati raggiunti gli obiettivi nazionali riferibili alle fonti rinnovabili di produzione di energia elettrica, previsti dagli accordi continentali in materia di energia ed ambiente (Pacchetto Clima-energia 20-20-20).

Nel preambolo della norma si dichiara che, come previsto dal PAN (Piano d’Azione nazionale per le energie rinnovabili del 2010), il nostro paese in futuro investirà sulle fonti rinnovabili di energia termica e sull’efficienza energetica in modo da raggiungere anche gli altri obiettivi del Piano.

Inoltre, il costo cumulato annuo degli incentivi grava sul costo complessivo della bolletta energetica elettrica del sistema elettrico nazionale.

Infatti, indipendentemente dal costo netto del kWh elettrico, si osserva un aumento degli oneri e delle accise che gravano sulle bollette energetiche di imprese e famiglie tanto più rilevante perché inserito in una fase di crisi economica continentale.

Da quanto premesso si comprende perchè il Quinto Conto Energia chiuderà la fase incentivata del comparto fotovoltaico, almeno come fino ad oggi è stata impostata, e che il budget previsto dal decreto ministeriale sarà di entità ridotta rispetto al passato (700 milioni di euro rispetto ai 6000 precedentemente concessi).

Estratto dell’articolo dell’Ing. Bruno De Nisco, autore del volume “Il V Conto Energia. Aspetti normativi, tecnici e finanziari del dm 5 luglio 2012″, pubblicato in versione integrale su ediltecnico.it a questo link


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2 COMMENTI

  1. Ho creduto veramente che istallando un impianto fotovoltaico, specialmente che vivo in sicilia a Calatabiano (CT), avrei fatto un investimento proficuo, invece mi ritrovo a : pagare la bolletta ENEL con gli stessi importi di prima” 130,00″ circa ogni due mesi; ogni mese 174,00 del finanziamento dei pannelli per 12 anni, e fino ad oggi, l’impianto è entrato in funzione il 25/10/2012, ho ricevuto solo 148,00 di incentivo dal GSE, a fronte di una produzione di 1585,00 KW. Bella truffa, infatti ho già intrapreso l’azione legale, ed inoltre stò informando quanto più persone possibili che non conviene montare i pannelli fotovoltaici.

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