Silvio Berlusconi è stato convocato dai pm di Palermo, non ci sarebbe nessuna novità se non fosse che forse per la prima volta è stato chiamato in qualità di, teste, persona informata dei fatti. Il processo in questione è quello delicato e controverso sulla trattativa Stato – mafia che tenne banco nei primi anni 90, in cui le stragi di Cosa Nostra segnarono definitivamente lo scenario politico italiano. Berlusconi che, agli atti del processo, risulta persona offesa deve rispondere sull’estorsione che pare sia stata perpetrata ai suoi danni dal senatore Marcello Dell’Utri.

La testimonianza dell’ex premier sarebbe stato importante secondo gli inquirenti perché necessaria a stabilire se Dell’Utri avesse o meno rapporti con esponenti mafiosi; risultano, infatti, alcuni “prestiti infruttiferi” o addirittura spese fatte per conto di Dell’Utri  che potrebbero configurare appunto il reato di estorsione. Uno dei casi più palesi sarebbe la vendita di un immobile,  sulle rive del lago di Como, di Dell’Utri al Cavaliere per il costo di 21 milioni a fronte di un valore reale di “soli” 9 milioni. Movimenti del genere sarebbero configurati come pagamenti di riscatti o concessioni da parte di Berlusconi per ottenere il placet di Cosa Nostra, e in questo genere di rapporto il senatore Dell’Utri avrebbe avuto un ruolo di intermediario.

Ad ogni buon conto Berlusconi non si è presentato, non solo perché ha sostenuto di avere già degli impegni ma si è anche avvalso del legittimo impedimento che, secondo  il procuratore generale Luigi Patronaggio, pubblica accusa, non sarebbe possibile invocare in quanto: ” gli indagati di reato connesso la cui posizione è stata archiviata non possono più avvalersi della facoltà di non rispondere e tutt’al più possono essere sentiti nella forma del testimone assistito”. La pubblica accusa sarebbe interessata a sapere dall’ex premier se e quando venne minacciato dalla mafia, come e attraverso chi pagò prima per proteggere i suoi familiari, poi per avere l’autorizzazione ad installare le antenne di Mediaset.


Veementi le reazioni alla notizia della convocazione di Berlusconi da parte del senatore del Pdl “Il vero pazzo sono io che ho ancora fiducia nella giustizia, dopo tanti anni. Però se devono rinchiudere me, devono farlo anche con Ingroia perché a questo punto i pazzi sono due”. Prosegue poi Dell’Utri: “questi magistrati sono malati, morbosi. Non lo vedete che ogni giorno ce ne è una? Dicono che tra le prove dell’estorsione “- aggiunge – “c’è il fatto che Berlusconi ha comprato la mia villa sul Lago di Como ad una cifra superiore al suo valore. Sono tutte fesserie: la casa, che era in vendita da due anni, è stata stimata per 30 milioni di euro mentre lui l’ha pagata venti. Quindi ci ho rimesso”. Per il senatore, dunque, questo processo altro non è che un provvedimento di natura politica e lo ha definito un vero e proprio “cancro giudiziario”.

Stretti intorno all’onorevole il segretario del Pdl Alfano che in una nota ha reso pubblico che “Ancora una volta, come troppe altre volte, apprendiamo dell’ennesima replica di uno stanco copione. Si avvicinano le urne e torna il desidero di aprire la campagna elettorale per via giudiziaria. Ora il tema è la solita paccottiglia contro le origini di Forza Italia. E’ il caso di dire basta”, mentre palazzo Grazioli ha smentito tutte le dichiarazioni di Berlusconi uscite su Repubblica, ritenendole prive di fondamento. Se l’inizio della campagna elettorale è veramente questo, è possibile che il peggio debba ancora venire.


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