Come si vive con 600 milioni di finanziamenti in meno? Chiedetelo ai cittadini siciliani che non saranno di certo contenti di aver appreso che Bruxelles,  nella persona del commissario UE per gli affari regionali Johannes Hahn, ha deciso di tagliare tutti i finanziamenti UE all’isola più grande del Mediterraneo. Il braccio destro di Hann, Walter Deffa, ha comunicato che “La Commissione (per gli affari regionali) ha riscontrato l’esistenza di gravi carenze nella gestione e nel sistema di controllo dei programmi operativi” sotto osservazione. Una situazione, ha aggiunto, che “colpisce l’affidabilità delle procedure di certificazione dei pagamenti” e rispetto alla quale “non sono state prese misure correttive. Fino a quando queste gravi carenze non saranno state risolte, i pagamenti non riprenderanno”.

Sotto la lente d’ingrandimento della Commissione sono finiti, secondo il Giornale di Sicilia, fonte della notizia, alcuni investimenti effettuati dagli assessorati alle infrastrutture, all’economia, alla salute e per la protezione civile. Nel caso specifico i funzionari europei hanno riscontrato come in una gara d’appalto colui che l’avesse vinta avesse procedimenti giudiziari a carico e in altre circostanze ci fossero stati controlli approssimativi e parziali che avevano impedito di condurre indagini e confronti trasparenti. Se gli stessi funzionari entrassero nel nostro parlamento, cosa ci chiederebbero, di mandare tutti a casa?

E’ evidente che la regione Sicilia paga un prezzo molto alto, e ancor di più i suoi abitanti che vedono in questi finanziamenti la possibilità di un rilancio della propria terra ma anche il costante, e purtroppo certificato, spreco di tali risorse. Giusti dunque i tagli, anche perchè suffragati da prove inoppugnabili e soprattutto fatti in un ottica futura, perchè se la regione Sicilia riuscirà a sistemare i propri conti e a garantire una politica di gestione e controllo trasparente ed efficiente, i fondi verranno nuovamente erogati. In definitiva l’UE non chiede altro che un atto di buona volontà.


Non sembra dello stesso avviso Raffaele Lombardo, il presidente della regione Sicilia, che risulta quasi sorpreso da questa decisione “I rilievi della Commissione europea, a quanto pare, riguardano certificazioni, controlli e gestioni. Adempimenti tutti di carattere prettamente tecnico di cui chiederemo conto ai dirigenti che se ne sono occupati. Intanto – ha aggiunto il governatore – ovvieremo ai rilievi e adotteremo ogni misura che riterremo adeguata a superare la difficoltà. E’ una comunicazione, peraltro datata, rispetto alla quale la buona collaborazione che abbiamo avviato con il ministero della Coesione territoriale credo che ci abbia fatto già superare parecchi dei rilievi che ci sono stati mossi”.  La sensazione è che con questa dichiarazione si voglia chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati, chissà che non sia contento il movimento dei Forconi di questo taglio dei finanziamenti visto quanto si è speso qualche tempo fa per bloccare l’economia siciliana come segno di protesta(?).


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2 COMMENTI

  1. […] che si è vista, non più tardi di qualche giorno fa, privare di finanziamenti nell’ordine di 600 milioni di euro. Forse però una giustizia divina, perché in quella umana di recente si fa fatica a crederci, […]

  2. […] è mossa. Dopo le preoccupanti dichiarazioni del numero 2 di Confindustria, Ivan Lo bello “La Sicilia rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli […]

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