“Al momento, non stiamo pensando a ulteriori provvedimenti per evitare l’aumento dell’Iva a partire dal giugno 2013″. Sono queste le prima parole di Vittorio Grilli da ministro dell’Economia, a margine di un’audizione al Senato.

Il neo titolare del dicastero economico, dopo la rinuncia del premier Mario Monti all’interim con il quale aveva aperto la sua esperienza di governo, ha dunque specificato che, dopo la spending review, potrebbero non esserci nuove misure per scongiurare l’innalzamento dell’Iva di uno o addirittura due punti percentuali nel 2013: “Al momento – ha proseguito il neo ministro – ci concentriamo sui decreti in corso”. Ma Grilli non si è limitato a dichiarazioni di circostanza: ha scelto di andare anche sui numeri, per spiegare qual è la linea del suo Ministero e del governo “tecnico” sulla questione Iva: “Se si volesse evitare per sempre l’aumento dell’imposta – ha denotato il ministro dell’Economia – servirebbero altri sei miliardi ed è chiaro che questo governo, o un altro se potesse lo eviterebbe”.

Tecnici o politici, insomma, a nessuno piace chiedere nuovi sacrifici agli italiani.


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