E’ il tasto più delicato della spending review. Tagliare con l’obiettivo di rendere più efficiente, nell’opinione pubblica, è un concetto accettato senza troppe resistenze: ma quando si parla di sanità, far coincidere la diminuzione di risorse a un miglioramento dell’erogazione del servizio, è dura a dirsi. E, soprattutto, a credersi. Ecco perché la paventata chiusura dei cosiddetti mini-ospedali ha lanciato l’allarme per molti italiani, soprattutto in quelle località distanti dai grandi centri urbani, che vedevano i loro presidi sanitari messi in pericolo dalla spending review. Con l’ufficialità delle misure contenute nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, però, la chiusura dei nosocomi sotto osservazione è, perlomeno, stata sventata. Questo, nonostante i 3 miliardi di euro in meno a disposizione del fondo sanitario nazionale e l’altra nota dolente, i 18mila posti letto che già nel 2012 dovrebbero sparire dalle stanze degli ospedali.

Quattro le direttrici su cui si muove la spending review sanitaria: condizioni di acquisto e fornitura di beni e servizi, spesa per i farmaci, spesa per dispositivi medici e acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati.

Sulle condizioni di acquisto e fornitura di beni e servizi, si prevede anzitutto la rideterminazione degli importi e delle prestazioni previsti nei singoli contratti di fornitura nella misura del 5%, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto legge e per tutta la durata del contratto. Le centrali di acquisto saranno obbligate a tenere conto nei nuovi contratti dei prezzi di riferimento che via via l’Autorità di controllo sui contratti pubblici renderà noti e disponibili. Dovranno essere rinegoziati, comunque, anche i contratti già stipulati: per scostamenti superiori al 20% rispetto al prezzo di riferimento, l’autorità pubblica avrà facoltà di recedere dall’accordo.


Il secondo capitolo è la spesa per farmaci: per il 2012 è previsto un aumento dello sconto obbligatorio che le farmacie e le aziende farmaceutiche praticano nei confronti del Servizio sanitario nazionale. Lo sconto passa, per le farmacie, da 1,82% a 3,85% ed è variabile, a partire dall’entrata in vigore del decreto, per il 2012, 2013, e 2014. Per le aziende farmaceutiche lo sconto passa da 1,83% a 6,5%, per il solo anno 2012, a partire dall’entrata in vigore del decreto. Per gli anni successivi la revisione della spesa viene operata tramite una ridefinizione delle regole che prevedono un tetto di spesa sia per la farmaceutica convenzionata territoriale che per la farmaceutica ospedaliera. Per la farmaceutica territoriale viene individuato un nuovo tetto di spesa pari all’11,5% (rispetto al precedente 13,3%). Per la farmaceutica ospedaliera il nuovo tetto è del 3,2% (rispetto al precedente 2,4%). Nel caso di sfondamento del tetto della farmaceutica territoriale viene confermato il meccanismo di ripiano a carico della filiera farmaceutica (aziende, grossisti, farmacisti); per lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, che fino ad oggi e’ stato tutto a carico delle Regioni, viene introdotto un meccanismo di ripiano che pone a carico delle aziende farmaceutiche il 50% del totale.

Per quanto riguarda la spesa per dispositivi medici, per il solo secondo semestre 2012 viene previsto un abbattimento del 5% degli importi e dei volumi di fornitura. Mentre nel 2013 la revisione della spesa viene realizzata tramite la fissazione di un tetto di spesa pari al 4,8% per tali dispositivi. Le Regioni sono chiamate a garantire tale tetto di spesa sia attraverso l’utilizzo dei prezzi di riferimento, sia attraverso interventi di razionalizzazione nella fase di acquisto, immagazzinamento e utilizzo degli stessi nelle attivita’ assistenziali.

Infine sull’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati, la misura prevista consiste in una riduzione del budget assegnato alle singole strutture pari all’1% per il 2012 e al 2% per il 2013, rispetto al budget 2011.

Il ministro della Salute Renato Balduzzi, ha spiegato che “tagli lineari ci saranno in parte nel 2012, ma dal 2013 non lo saranno più perché ci saranno i prezzi di riferimento”. Intanto, però, le prime stime degli effetti contenuti nella spending review della salute, parlano di circa 4 mila posti letto a rischio già nei prossimi mesi. Si spinge oltre la Cgil, portando il conto a 80mila. Certo è che, entro la fine di novembre, dovrà essere raggiunto lo standard di 3,7 posti letto per 1000 abitanti, che dovrebbe cancellare un totale di 18 mila posti letto.


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6 COMMENTI

  1. […] conti pubblici. Nonostante i tagli previsti trasversalmente in tutti i settori principali, dalla sanità alla giustizia, dal pubblico impiego alla scuola, pareva che per gli esodati la speranza di nuove […]

  2. […] in tutto il Paese, per opporsi alle misure nel comparto dei medicinali inserite nel capitolo sanità della spending review. In particolare, il governo in un primo momento aveva incluso un innalzamento dello sconto […]

  3. […] con il governo sulla sanità. Fissato per oggi alle 18 un incontro tra governo ed enti locali sui tagli della spending review e il clima si annuncia già arroventato. Le Regioni, infatti, sono sul piede […]

  4. Per eliminare i veri sprechi bastano tre piccoli passi:
    1) liquidare tutte le società a partecipazione pubblica, i cui CDA costano come migliaia di dipendenti;
    2) trasformare i CDA residui di qualunque P.A. in cariche ONORIFICHE
    3) tagliare dell’80% il numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali, legando i loro compensi ai livelli EUROPEI.

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