Il vertice bilaterale tenutosi tra il Presidente del Consiglio Mario Monti ed il Cancelliere Angela Merkel a Villa Madama sembra aver ricucito le crepe che si erano intraviste nei giorni scorsi sulla tenuta delle decisioni prese dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. I due leader hanno parlato di relazioni “ottime” tra i due Paesi, facendo ritrovare quell’unità che, dopo il Vertice Ue  di Bruxelles, aveva lasciato spazio ad una scia di polemiche ed incomprensioni.

Il maggior nodo di contrasto, si sa, è costituito da quello “scudo anti-spread” (costituito dal Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, i cui acquisti di Titoli di Stato saranno posti sotto la sorveglianza della Banca centrale europea), considerato il grande successo italiano in sede europea, alla cui approvazione Monti aveva vincolato il sì italiano al Piano europeo per la crescita e l’occupazione ed alla Tobin Tax sulle transazioni finanziarie.
Nei giorni scorsi, Olanda e Finlandia avevano espresso la loro contrarietà all’adozione dello scudo, fondamentale per arginare gli attacchi speculativi nel breve periodo contro i Paesi più indebitati ma rispettosi degli impegni presi ed avviati sulla strada del risanamento dei conti. Ma dopo il rinnovato appoggio di Angela Merkel al meccanismo anti-spread, anche i due Paesi nordeuropei hanno corretto il tiro, soprattutto l’Olanda, il cui Ministro delle finanze Jan Kees de Jager si è detto “reticente” ma non pregiudizialmente contrario allo scudo.

Alla conferenza stampa seguita immediatamente dopo il faccia a faccia tra i due politici, Merkel ha sottolineato l’importanza che “gli strumenti elaborati dal Vertice Ue vadano avanti su regole già in vigore”. Pronta è arrivata la rassicurazione del Presidente del Consiglio italiano, che ha ribadito che “l’Italia non ha bisogno di sostegni e non fa domanda per utilizzare i meccanismi di aiuto esistenti in Ue perché fortunatamente non si trova nelle condizioni in cui si trovavano Grecia, Irlanda e Portogallo”. Dunque lo scudo anti-spread non è per l’Italia, non per il momento in ogni caso. Monti ha confermato al Cancelliere l’impegno italiano nel contenimento del deficit attraverso i tagli strutturali della Spending Review (su cui l’Europa ci osserva da vicino) e la prosecuzione sul cammino delle riforme strutturali (l’ultima in ordine di tempo è quella relativa al mercato del lavoro).


Alla conferenza stampa tra i due leader non sono mancati significativi (e rassicuranti) scambi di cortesie. Se Merkel ha ricordato come sia “sempre riuscita a trovare un’intesa con Mario”, il Presidente del Consiglio, parlando in parte in tedesco, ha ricordato: “Io e Angela lavoriamo bene insieme perché crediamo, lei tedesca e io italiano, tutti e due in una cosa che si chiama economia sociale di mercato altamente competitiva”.


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