Home Archivio Notizie Confcommercio: Italia più povera, evitare l’aumento dell’Iva

Confcommercio: Italia più povera, evitare l’aumento dell’Iva

Secondo l’analisi di Confcommercio, presentata ieri all’assemblea annuale dell’organizzazione per bocca del Presidente Carlo Sangalli, la capacità di spesa delle famiglie italiane ha subito negli ultimi anni un vero e proprio crollo, che la ha riportata ai livelli di quasi quindici anni fa, per la precisione al 1998. Parallelamente, si è registrato un impoverimento complessivo dell’Italia, con il Pil procapite che è tornato ai livelli del 1999.

Confcommercio mette sotto accusa le finanziarie correttive varate negli ultimi anni e culminate con il Decreto Salva Italia del dicembre 2011, manovre che, attuate in funzione di garantire la tenuta dei conti pubblici, hanno finito per deprimere i consumi con le inevitabili conseguenze depressive sul Prodotto interno lordo. A questo si aggiunge la recessione che, se da un lato riduce la domanda di credito, dall’altro ne rende più difficoltoso l’accesso per aziende e singoli cittadini (il cosiddetto credit crunch”, la stretta creditizia). Secondo Sangalli, infatti, “il credito ci sarà pure, ma è con il contagocce, e le gocce sono insufficienti a bagnare il terreno della crescita, divenuto troppo arido”. Secondo Confcommercio, il Governo deve a questo punto porre in sede europea (poiché i singoli Stati, presi singolarmente, non possono farcela a vincere la sfavorevole congiuntura economica internazionale) la questione cruciale di una non più procrastinabile “integrazione tra le ragioni della disciplina fiscale e di bilancio e le ragioni della crescita e dell’occupazione”.

Un eventuale aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 23%, previsto nel “Salva Italia” ma che il Governo sta cercando di scongiurare attraverso l’operazione della Spending Review, costituirebbe, secondo Sangalli, “la Caporetto di famiglie e imprese.

Anche Giorgio Squinzi, Presidente della Confederazione degli industriali, è intervenuto a sostegno delle argomentazioni di Sangalli, annunciando che lunedi prossimo le associazioni di imprenditori e banche lanceranno un appello al Governo “a tradurre in atti concreti l’impegno europeista per la crescita”.

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