Legittimo il decreto assessoriale di revoca dell’indizione dei comizi elettorali per l’elezione del presidente della provincia regionale di Ragusa e del consiglio comunale, nonché il conseguente commissariamento dell’ente.

Così il Tar Palermo, con sentenze nn. 1276 e 1277 del 19/06/2012, ha respinto i ricorsi presentati dagli ex amministratori della provincia iblea contro l’Assessorato Regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica e contro il Presidente della Regione Sicilia Lombardo.

I ricorrenti chiedevano l’annullamento del decreto assessoriale che revocava l’indizione dei comizi elettorali per le ultime elezioni amministrative in Sicilia.


I giudici amministrativi hanno affermato come “il procedimento elettorale è un procedimento complesso caratterizzato da una pluralità di atti dei quali quello dell’indizione dei comizi elettorali costituisce solo il momento di avvio […] segue da ciò che gli atti successivi all’indizione dei comizi elettorali […] dovendo realizzarsi nell’osservanza della disciplina vigente al momento in cui si perfezionano, non avrebbero comunque potuto compiersi una volta entrata in vigore la l.r. n. 14/2012“.

E sulla contestata legge regionale n. 14/2012, il Tribunale amministrativo siciliano precisa che “non sopprime in alcun modo le province regionali, ma rinvia solo ad una legge successiva (da adottarsi entro il 31/12/2012) il riordino degli organi di governo delle stesse“.

Legittima risulta pertanto la scelta del commissariamento dell’ente nelle more della sua riorganizzazione, non giustificandosi, al contrario, né il rinnovo degli organi scaduti, destinati ad essere rinnovati nuovamente a breve, per effetto dell’entrata in vigore della riforma sulle province, né una prorogatio degli organi in carica, soluzioni che implicherebbero entrambe, peraltro, un indubbio aggravio per la spesa pubblica.

 


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