Il Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, in sede di conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri di venerdi che ha presentato il tanto atteso Decreto Sviluppo, ha valutato la “potenza di fuoco” del provvedimento parlando di una mobilitazione di risorse fino ad 80 miliardi di euro (tra risorse pubbliche e private). In tempi di recessione, un input molto importante per il rilancio economico.

Oggi, significative parole di apprezzamento sono giunte a sostegno del Decreto Sviluppo da parte del Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha parlato di “provvedimenti utili alla crescita”, auspicando al tempo stesso un rapido iter parlamentare di approvazione. Il numero uno della Confederazione degli industriali ha parlato di provvedimenti rilevanti messi in campo per agevolare lo sfruttamento delle risorse energetiche nazionali. “Importanti” anche gli interventi per rendere più agile e rapida la giustizia civile, che si inseriscono in un più esteso progetto di razionalizzazione della geografia giudiziaria dell’Italia. Positivi i commenti relativi alla riforma dellafinanza d’impresa, “soprattutto negli aspetti che riguardano la gestione delle crisi e le procedure di semplificazione, oltre che della srl semplificata”. Ad andare nella giusta direzione è anche l’istituzione dell’Agenzia per l’Italia Digitale, “un passaggio cruciale” per rispettare gli obiettivi tracciati dalla Ue per lo sviluppo in senso digitale dei Paesi membri e per accorciare i tempi (e, di conseguenza, anche i costi) della burocrazia.

Ma gli imprenditori gradiscono in particolar modo le misure prese per rilanciare le opere infrastrutturali e per dare nuova linfa alla cosiddetta “edilizia sostenibile” (bonus per l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici), senza dimenticare i project bond ed i mini-bond (che giocheranno un ruolo importante nel finanziare queste stesse misure). Si tratta di strumenti che, una volta entrati a pieno regime, dovrebbero giocare un ruolo importante nel sostenere l’edilizia, settore in grado di mobilitare un esteso indotto e pertanto di rilevanza strategica nel risollevare le sorti dell’economia nazionale, che tuttavia negli anni della crisi ha subito una contrazione pari al 30% del mercato.


Non a caso, le novità introdotte dal Decreto Sviluppo stato elogiate anche dall’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili che, per bocca del Presidente Paolo Buzzetti, ha parlato dell’avvio di “un percorso virtuoso, un segnale concreto di svolta per la crescita e il sostegno non solo del settore delle costruzioni ma di tutta l’economia”.

Il Presidente Squinzi ha infine esortato il Governo a non fermarsi qui, continuando nel progetto riformatore del “Sistema Paese”. I prossimi interventi a dover essere presi in considerazione dovrebbero ora riguardare ilcredito d’imposta per la ricerca (definito “uno strumento essenziale per lo sviluppo e la competitività delle imprese”) e l’elevazione della soglia di compensazione tra crediti e debiti fiscali. Senza dimenticare la necessità di garantire risorse certe per l’attuazione delle misure per gli anni a venire. In tal senso, “va vista positivamente la decisione di valorizzare e dismettere il patrimonio pubblico”.

Anche Rete Imprese Italia (l’associazione dei commercianti e degli artigiani) dà un giudizio complessivamente positivo sull’operato del Governo tramite il Decreto Sviluppo, senza però nascondere la preoccupazione per l’eccessivo livello raggiunto dalla tassazione e chiedendo a tal fine “nuovi interventi per ridurre la pressione fiscale e sostenere gli investimenti”.


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