Smentite le aspettative di chi si attendeva la discussione, all’odierno Consiglio dei Ministri, dell’atteso “Decreto Sviluppo”. In verità, tale decreto non era stato messo all’ordine del giorno, ma era prevista una sua presentazione, per così dire, “fuori sacco”. Il CdM ha invece approvato il Piano nazionale per la famiglia e discusso il tema della legge delega per la riforma fiscale.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, si è tenuto sulle generali, pur lasciando intendere che a breve potrebbe essere presentato il decreto che dovrà contribuire al rilancio della crescita: “Oggi non si è parlato di Decreto Sviluppo: ma c’è in programma un altro CdM, credo domani o sabato”.

Secondo indiscrezioni, sarebbero emerse alcune tensioni tra il Ministro del lavoro, Fornero, e quello dello sviluppo economico (e titolare del Decreto Sviluppo stesso), Passera, a proposito della copertura finanziaria del provvedimento. Il problema riguarderebbe il reperimento dei fondi necessari alla compensazione dell’Iva, alle agevolazioni per l’edilizia sostenibile e la riqualificazione energetica degli edifici ed al credito di imposta per le assunzioni di personale qualificato.


Riguardo a quest’ultimo punto, il cosiddetto “Bonus Ricerca”, viene ristretto il massimale di 100.000 euro (prima era 300.000) per impresa di incentivo all’assunzione di persone in possesso del titolo di Dottore di Ricerca al di sotto dei 35 anni. L’obiettivo del Ministero dello sviluppo economico è però ancora quello di convincere la Ragioneria generale dello Stato a destinare maggiori risorse per favorire l’occupazione giovanile, con un occhio di riguardo al personale specializzato (il tasso di disoccupati nella fascia 16-25 anni è salito all’allarmante cifra del 35,9%).

È molto probabile che, alla fine, il Decreto Sviluppo accorperà in sé due decreti originariamente pensati come distinti, uno per gli incentivi ed uno sulle infrastrutture.

 


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1 COOMENTO

  1. Credo che prima di un nuovo decreto sviluppo andrebbe concluso il decreto crescita…

    Migliaia di giovani aspettano ormai invano da Gennaio 2012 la possibilità
    offerta dal governo di attivare una srl semplificata a costo di 1 €
    La delusione di molti giovani è ormai un dato di fatto, illusi per l’ennesima
    volta dal Governo, che incredibilmente non riesce neanche a rispettare le
    proprie scadenze derivanti addirittura da un decreto legge con carattere di
    urgenza (alla faccia dell’urgenza sono passati 5 mesi).
    La gravità della questione si può, infine riassumere con il blocco dell’
    attività imprenditoriale giovanile. Migliaia di giovani, nel sapere che in poco
    tempo ci sarebbe stata la possibilità di aprire una srl semplificata senza i
    costi della tradizionale srl, si erano direttamente impegnati nella ricerca di
    un’occasione di crescita e di sviluppo. Oggi quei giovani si sono fermati, in
    preda alla più completa sfiducia verso le istituzioni del Paese che avevano
    promesso norme importanti per il loro futuro.
    E intanto, nessuna nuova impresa a procedure semplificate e a costi minimi, è
    oggi possibile avviare in Italia, nonostante le solenni promesse del governo,
    trasformate in norme legislative convertite in legge dal Parlamento.
    Inoltre è in atto un’interrogazione parlamentare fatta dall’On. Amalia Schirru, ma la questione non sembra interessare i media che si associano al governo e rimanendo omertosi.
    Per fortuna su facebook c’è un gruppo che se ne occupa ed in collaborazione con alcuni giornali d’informazione on line indipendente vanta in pochi giorni quasi 1000 iscritti.
    Per chi volesse unirsi al gruppo: https://www.facebook.com/groups/186181194843889/

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