Radicali e Italia dei valori escono dall’Aula al momento del voto per l’elezione di due componenti dell’Agcom e del Garante della privacy.

In una conferenza stampa le due forze politiche attaccano il Pd per l’accordo sulle nomine e annunciano l’intenzione di ricorrere al Tar. “Abbiamo deciso di non partecipare al voto, unica forma che abbiamo per denunciare la logica spartitoria. I curricula sono stati carta da cesso, nessuno li ha letti. Prima sono stati resi noti i nomi dei vincitori e poi quelli dei partecipanti e qui succede che i controllati si nominano in una logica spartitoria”, attacca Antonio Di Pietro in una conferenza stampa convocata a votazioni ancora in corso. “Sono comportamenti come questi che alimentano il vento dell’antipolitica”, gli fa eco l’ulivista Arturo Parisi, unico democratico a non partecipare al voto, che già ieri aveva disertato le primarie per scegliere il nominato del Pd. Per questo l’intenzione delle associazioni della società civile, in particolare dell’Open Media Coalition che ha contestato le procedure è di impugnare le nomine al Tribunale amministrativi, chiedendo che il processo di nomina venga annullato e di svolgere una nuova votazione.

 


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