Quando cominciava ad andarsene dalla mente, l’incubo è tornato. Nella serata di domenica (ore 21.20), una violenta scossa di magnitudo 5.1 ha fatto tremare l’Emilia intera: l’epicentro nel modenese in una zona compresa tra Novi, Cavezzo, Concordia, San Possidonio e Mirandola, che si è sentita da Milano a Venezia e da Bolzano a Firenze, che ha provocato nuovi crolli fra le strutture e diversi monumenti storici già pericolanti. La torre di Novi, già messa a durissima prova dallo sciame sismico di una settimana fa, non ha ceduto ed è crollata di schianto, per fortuna senza provocare feriti ne vittime.

Non c’è pace, per tutti gli sfollati che non sanno davvero quando questa maledizione finirà, anche perché poi nella notte (insonne) l’attività tellurica è proseguita, con una trentina di scosse tra il secondo e terzo grado della scala Richter ben avvertite nelle zone già colpite e l’ultima, questa mattina attorno alle 7.26, avvertita dalla popolazione tra le province di Modena e Mantova. Le località prossime all’epicentro sono Novi di Modena, Concoridia e San Possidonio (Mo) e Moglia (Mn).

Come deciso in precedenza dal CDM, oggi è giornata di lutto nazionale per ricordare le vittime del terremoto, con minuto di raccoglimento nelle scuole e bandiere a mezz’asta. La prima stima dei danni con un crisma di ufficialità l’ha data il commissario europeo alla Politica regionale, Johannes Hahn, che, con il vice presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, ha visitato le zone colpite dal sisma. “Posso dire che si tratta di danni intorno ai 5 miliardi di euro – ha detto – Noi potremmo dare un aiuto nell’ordine di 150-200 milioni”.


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