Nessuna riforma del Consiglio Superiore della Magistratura. Ma non ‘da ieri’, bensì da molto tempo.
Con una nota ufficiale emanata stamane dalla Presidenza del Consiglio, Mario Monti ha di fatto smentito alcune teorie apparse su ‘Repubblica’ e secondo le quali la riforma, sponsorizzata dal sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà, sarebbe stata bocciata solamente di recente (con esattezza il 14 maggio) e già timbrata e protocollata da Palazzo Chigi. “Il presidente del Consiglio l’aveva già da tempo ritenuta (la riforma, ndr) inopportuna e non percorribile, escludendola di conseguenza dai provvedimenti all’esame del Consiglio dei Ministri”.
Nessuna polemica, quindi, ne turbative interne: la precisazione ha soddisfatto non poco il presidente del Csm Michele Vietti, che ha precisato come anche la Giustizia, a suo tempo, aveva espresso parere negativo sulla riforma. In ultimo ma non per ultimo, il cappello conclusivo di Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori ed ex magistrato. “Meglio tardi che mai. La riforma equivaleva a porre la magistratura sotto il controllo diretto del potere politico”.


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