La Corte di Cassazione, con sentenza numero 7773 dello scorso 17 maggio, ha sancito un importante principio la cui applicazione trova spazio nel rapporto tra genitori separati e affidamento dei figli.

La Suprema Corte, infatti, conferisce rilevanza alla dichiarazione di un adolescente che esprime il desiderio di voler vivere con un genitore piuttosto che con l’altro.

I giudici di legittimità, “premesso che i provvedimenti in materia di affidamento non possono consistere in forzate sperimentazioni, nel corso delle quali le reali ed attuali esigenze della prole vengono sacrificate al tentativo di conformare i comportamenti dei genitori a paradigmi tendenzialmente più maturi e responsabili, ma contraddetti dalla situazione reale già sperimentata”, sottolineano che la norma contenuta nell’articolo 155 sexies, primo comma, del codice civile, nella parte in cui prevede l’audizione del minore da parte del giudice, non solo consente la partecipazione del medesimo al giudizio, quanto piuttosto impone che si tenga conto degli esiti di tale ascolto.


Tuttavia, da questo rilevante principio di diritto, non deriva un’assoluta libertà di scelta del minore, in quanto resta pur sempre in capo al giudice il potere di discostare la sua valutazione dalla scelta del giovane.

Tutto ciò purché la decisione del giudice, ovviamente sempre orientata a realizzare l’interesse della prole, sia sempre motivata.

Nel caso di specie, trattandosi di un ragazzo di 17 anni certamente in grado di valutare le proprie esigenze esistenziali e affettive, la Suprema Corte ha ritenuto degna di considerazione la preferenza del giovane che propendeva per il padre anziché per la madre presso cui viveva fino a quel momento.

Qui il testo integrale della sentenza della Cassazione nr. 7773 del 17 maggio 2012

 


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32 COMMENTI

  1. BUON GIORNO A TUTTI HO UN PROBLEMA VORREI UN CONSIGLIO HO UNA FIGLIA DE 10 ANNI IO SONO SEPARATO DE LA MIA EX COMPAGNA DA 2 ANNI ADESSO HO UNA FIGLIA DE 4 MESI CON MI NUOVA COMPAGNA INVECE LA MIA EX COMPAGNA AVRA UNA BAMBINA DE SUO NUOVO COMPAGNO NOI STAVAMO FACENDO UNA SETTIMANA PER OGNI UNO E MIA FIGLIA E DACORDO DE UN MOMENTO AL ALTRO LE VUOLE CHE LA VEDA SOLO IL FINE DE SETTIMANA COSA CHE A ME NO STA BENE IO LA VORREI TENERE UNA SETTIMANA PER OGNI UNO COSA ME POTETTE DIRE PERCHE ME SA CHE LEI SOLO LO FA PER IL SOLDI VISTO CHE A TROVATO UNA PERSONA CHE NON LAVORA Y E PER QUELLO QUESTA SPONTANEA CAMBIAMENTO COSA CHE A FATTO ALTRE VOLTE AIUTATEMI GRAZIE .

  2. Nonna di due nipoti 13/14 anni x volere della mamma sono andati ad abitare con. I nonni materni lontano dal padre raggiungibili solo in aereo …lasciando un lavoro sicuro e la loro casa dove avevano sempre vissuto purtroppo a distanza di un anno e mezzo hanno sempre manifestato un disagio e di ritornare vicino al papà .la mamma nn ha un lavoro fisso ma nn vuole ritornare che fare?nn fa il permesso ai figli di tornare che fare sono preoccupata

  3. Sono una ragazza di 12 anni,
    La mia famiglia é rumena,
    Sono una ragazza che si taglia.
    Abito con mia madre e mio nonno. In questi ultimi 3 anni la mia vita é stata ed é ancora un inferno.
    A casa ho una situazione molto critica, da un po di tempo é venuta mia nonna perché é malata… ha una ischemia(ictus) al cervello,ha bisogno di ossigeno,ha il sondino nasogastrico,il pannolone,il catetere,non parla bene, ha la metà destra del corpo paralizzata e una trombosi nella gamba. Mia madre é sempre occupata a fare i documeti a mia nonna,visite mediche,lavoro,sgridarmi, e tutti i suoi impegni. Mio nonno invece si prende cura di mia nonna. Mio nonno alza spesso le mani, ma oggi é stato terribile.
    Di mattina Cera una mia amica a casa perché é stata a dormire da me, stavamo facendo colazione quando mio nonno ha cominciato ad urlare perché si era arrabbiato con mia nonna o per motivi suoi, gli ho chiesto di non urlare e di calmarsi perché non io e la mia amica non gli avevamo fatto niente. Ha iniziato ad urlare piu forte ed a dire che in casa siamo tutti animali, che se ne voleva andare e lasciarci qua soli con mia nonna malata,Io gli ho detto che nessuno é animale e che non é stato bello dire quelle cose davanti a mia nonna,Lui ha preso la ciabatta di cuoio e mi ha picchiata sulla camba (La mia amica gridava di lasciarmi in pace) io l’ho spintonato per allontanarlo da me, Mi ha presa per i capelli e mi ha dato degli schiaffi, ad un certo punto quando lo spingo dinuovo per allontanarlo mi grida “perche mi colpisci eh?”Io mi sono messa a piangere e appena lui ha cercato di prendermi per il collo io e la mia amica siamo scappate in pigiama e ciabatte a casa dall’amica di lavoro di mia madre. Siamo state li fino a pranzo quando mia madre mi ha chiamata tutta incavolta, diceva tutto il contrario di che cosa era successo,diceva che l’aveva chiamata mio nonno, che ero scappata di casa e che avevo alzato io le mani perché mi aveva fatto arrabbiare.
    Io ho incominciato ad urlare dicendo che non era vero, gli ho mandato per messaggio i segni che avevo sulla gamba e sul collo,
    Ma lei,credendo a mio nonno, dice che io sono maleducata ecc..
    io la ascoltavo ..non dicevo niente quando l’ho interrotta dicendo che volevo andarmene in un istituto, lei ha detto ironicamente se volevo andare da mio padre, io ho risposto:”si,voglio andarci, almeno é meglio che stare qua con te e tuo padre”
    Lei sorpresa ha detto non ci pensare nemmeno,e io gli ho detto che se non mi mandava lei in un istituto, ci andavo io da sola,
    Lei mi ga chiesto se era un ricatto e io le ho risposto che era una promessa,ha chiuso, e io sono andata a farmi una doccia, e dopo sono andata a letto a cercare sul telefono siti come questo.
    Apparte questo problema con la mia famiglia, ce anche un’altra cosa..
    A scuola mi odiano tutti, mi dicono che sono puttana e cose del genere…va avanti così da 2 anni…e io non ce la faccio piu…sono stata da due psicologhe…mi sono sfogata, per un po sono stata meglio… ma poi sono ricascata nell’angoscia.
    Voglio andarmene,voglio una vita migliore..
    Con mio padre…o con qualcuno che riesce a prendersi cura di me.
    voglio sapere a che età si puo decidere tra padre e madre.

  4. Ho 16 anni,i miei genitori sono separati in casa da circa sette anni e divorziati da due,ma non sono ancora andati in tribunale per emettere la sentenza,poiché non riescono ad essere abbastanza maturi per pattuire un accordo. Le guerre tra avvocati provocano continui litigi che creano una forte instabilità in casa. Io vivo da mia madre insieme a mia sorella minore,ma ho sempre avuto un rapporto contrastante con mia madre,che ha sempre difeso in modo esplicito mia sorella,mentre con mio padre sono sempre andata d’accordo e mi trovo bene in ogni situazione. Purtroppo essendo mia madre molto più legata a mia sorella e io inevitabilmente più legata a mio padre,e allo stesso tempo non avendo nemmeno un bel rapporto con mia sorella,sono dovuta giungere alla conclusione che,seppure da mia madre vivo in un quartiere vicino a tutti i servizi frequentati dagli adolescenti,per prima la scuola,non posso più sopportare una situazione di urla,gridi e litigi in casa che provocano uno stato d’animo angoscioso e di rabbia riversata contro tutti. Credo di aver attraversato anche uno stato di psico-depressione durante il quale mi sono completamente chiusa in me stessa e ho volutamente allontanato tutti per cercare la solitudine,aggravata inoltre dalla rottura di una gamba per la quale mi aspettavo un minimo più di disponibilità o aiuto,ma a casa era come se fossi sola ogni giorno. Stare in casa,che dovrebbe ideologicamente rappresentare il focolare,un rifugio,è per me una prigione soffocante e solamente quando esco mi sento davvero libera. Mia madre è anche arrivata a chiudermi dentro casa nascondendo le chiavi per non farmi uscire,mi ha negato più volte di vedere mio padre nei giorni infrasettimanali o di uscire con lui,non si accontenta della somma di denaro proposta e pretende di decidere ogni divisione delle vacanze,affermando che mio padre mi inculchi ideali da me poi interpretati. C’è da dire che io mi reputo una persona abbastanza forte e orgogliosa,dunque ho dei principi prefissati sulla giustizia,e tutto ciò che riesco a vedere sono solo le condanne da lei fatte a mio padre cercando di pitturare la sua figura come quella che non è. La differenza sta nel fatto che io ho trovato l’oggettività per non sottostare ai suoi giudizi,mia sorella invece va a braccetto con mia madre evitando indirettamente mio padre,e di questo se ne accorge. Più volte è successo che scappasse dalle conversazioni perchè non erano a suo favore,poiché molto spesso ho usato parole forti e schiette per cercare di farle capire che mi sta perdendo del tutto,ma a quanto pare sembra non arrivarle dato che si comporta da bambina e non da genitore. Tra noi non è minimamente concepibile il dialogo perchè siamo entrambe orgogliose e dai principi ben definiti,ma può essere una famiglia se manca il dialogo? Con lei non ho mai parlato della mia vita sociale o sentimentale perchè non mi sento compresa,con mio padre mi apro del tutto anche riguardo i ragazzi e argomenti più profondi. Non sono mai in imbarazzo con lui perchè riesce a capirmi,a confortarmi sebbene io rinneghi la spalla su cui piangere,riesce a farmi ragionare e a farmi sentire FIGLIA. La famiglia non si sceglie è vero,ma se un nucleo familiare si è ormai spaccato,perchè non si può scegliere da che parte stare? Io non mi sento apprezzata,ma sempre messa al confronto con lei,mio padre invece è capace di smontarmi come nessun altro ma allo stesso tempo mi incita in ogni cosa,per questo mi apro a lui. E’ possibile sentire una mamma solo madre? Spesso affermo che la mia vera famiglia sono gli amici,perchè sebbene io abbia un rapporto strano con la fiducia nell’umanità,molto spesso loro sono gli unici che si interessano. Non dovrebbe essere la famiglia a consolarti da un’amore finito,da un’amicizia andata male? Con tutto questo intendo anche far capire che non reputo mio padre un angelo con il quale non litigo mai,lui non mi fa regali per comprarmi,semplicemente mi rispetta e io penso che il rispetto non debba essere portato solo dai figli ai genitori,ma debba essere reciproco,condizione che quasi nessun adulto concepisce più. Tutto questo mi fa soffrire,ma al contempo penso che siano lacrime sprecate a lungo andare per coloro che non mostrano nulla,preferisco dunque sporcarmi la manica e asciugarmi da sola. A volte però è inevitabile crollare dopo tutto ciò che tieni dentro,e io penso di essere arrivata al punto estremo:ormai parlare non serve più a nulla,non mi ascoltano,credo di stare per prendere la via dell’accettazione passiva,dove tutto è indifferente e passivo,ma può essere la propria famiglia vissuta passivamente? Il mio desiderio da un paio di anni è quello di crescere,crescere per scappare da questa prigionia,quando il desiderio di ogni umano dovrebbe essere restare eternamente bambini.
    Dunque,come posso fare per “risolvere” il tutto? Vorrei parlare con il giudice al momento della sentenza legale,vorrei esporgli tutte le mie considerazioni e fargli capire che vivere con mia madre è malsano per me stessa e per lei. Posso prendere anch’io parte a 16 anni? E posso chiedere di andare a vivere da mio padre? Per quanto riguarda le vacanze,posso scegliere di passarle interamente con mio padre? Che poteri o possibilità ho,non in quanto adolescente,ma in quanto FIGLIA? Vi prego di rispondere al più presto per fare più luce da un punto di vista giuridico nella mia mente,grazie.

  5. Mi chiamo cristian, i miei genitori si sono separati da quando avevo tre anni. Dopo un anno mia madre ha convissuto con un altro uomo e ha fatto una figlia. Mia madre mi voleva affidare a mia nonna paterna ma mia nonna non ha voluto perchè ha datto il bambino è piccolo e ha bisogno della madre…. E sono rimasto con lei.
    Io da quando ero piccolo a questa parte sono rimasto con mia madre, da mio padre ci vado solo il weekend (mio padre sta con mia nonna e mio nonno).
    Adesso che sono più grande vorrei stare con mio padre, e mia madre ogni volta che abbiamo un battibeccho mi minaccia con il dire che non mi manda da mio padre e mi fa rimanere a casa…
    Si puó fare che io me ne vado a stare da mio padre?
    Mio padre qust’anno è stato ricoverato per una depressione, e anche mia nonna ci fa qualcosa?
    Per favore rispondetemi

  6. Sono un genitore che da poco mi sono separato dalla mia convivente .con lei ho avuto un figlio che adesso ha 12 anni.con noi viveva anche sua figlia che adesso ha 15 anni.la nostra vita e sempre stata di alti e bassi .ma da quando la madre ha dato le chiavi in mano dell’appartamento alla figlia.alleta di 11 anni .La figlia ha cominciato a gestire a modo suo la vita della famiglia.arrivando a minacciare la madre che io dovevo andarmene altrimenti sarebbe scappata lei stessa.a quel punto io parlando con la madre .visti i comportamenti della figlia arrivati all’estremo dei suoi comandi al punto che minacciava con coltelli e pugni.la madre.dissi alla madre di prendere provvedimenti con l’ex marito in riguardo alla ragazzina.perche cominciò a minacciare anche mio figlio di 12 anni con insulti offese e facendo vedere cose sul telefonino che riguardavano droghe .la madre invece di controllare la figlia .ha deciso di stare dalla sua parte.facendo credere che la colpa era mia.e facendo di tutto con insulti e botte nei miei confronti.cosi che io me ne andassi fuori.mio figlio di 12 anni dopo avr visto la sorella e la madre violente nei miei confronti.vuole a tutti i costi vinile a vivere con me.allora io decisi di avviare domanda di ascolto del figlio perché lui voleva parlare per far capire la situazione .ma il giudice non ha voluto .dicendo incredibilmente che non haveva tempo.adesso io sto da solo con un figlio che subisce ancora liti fra madre e figli che tra l’altro mi stanno arrivando mesaggi che fa uso di droghe .e continua a piangere dicendomi voglio parlare.la madre invece non lo vuole far parlare per paura di perdere sia ilantenimento della figlia che quello di mio figli

  7. Io ho 12 anni i miei si vogliono separare e per vari motivi vorrei andare a vivere con la nonna che riesce a capirmi e ad accontentarmi nei limiti e sempre Se meritandomelo.
    è possibile?

  8. Io ho una situazione difficile.ciao a tutti nn mi presento.ho due bambini.il primo di 8e il secondo di 15 mesi.sono stato cacciato da casa di proprieta della mamma dove vivevamo.ater!!!sotto il sui stesso stato di famiglia,compresa la.mia ex compagna.e i miei due figli.oggi in quella casa vive la mia ex con un pregiudicato…e il mio bambino piu piccolo.e l.altro é con me a casa della suocera.da premettere ke hanno cambiato la serratura della porta.aiutatemi ad avere una soluzione xme consona a tutto.

  9. Ciao io ho tredici anni e vorrei vivere con mi padre ma la cosa mi resta difficile perché non ho il coraggio di dirlo a mia madre in questo momento sto piangendo perché non so cosa fare.
    Ora vi raccontò da cosa è stata provata tutta la rabbia e tristezza che ho in corpo.
    Era il 13 febbraio 2015 ero a scuola e sono stato sospeso per un coltellino minuscolo di 2 due dita mia madre si è arrabbiata moltissimo e appena sono arrivato a casa mi a picchiato e ha insultato me e la mia famiglia paterna
    Quel pomeriggio ho chiamato mio padre e l ho pregato di venirmi a prendere sono stato il fine settimana con lui e mi sono trovato bene mi ha consolato e aiutato a superare lo shock di quel momento e ancora adesso parla con me e mi vuole un bene dell anima per favore ditemi a quanti anni posso decidere per conto mio

  10. Anch’io vorrei avere le stesse delucidazioni rispetto a come si deve procedere: sono divorziato da due anni e separato dal 2008.
    Ho due bambini: uno di 12 anni e la femmina di 14 anni; in piena adolescenza non vuole abitare con sua mamma e chiede di venire da me. Io ho 52 anni vivo in una casa grande con mia madre di 83 anni ; ho fatto questa scelta perché l’assegno di mantenimento (953,00 euro) non mi permette di pagare un affitto superiore a quello che pago qui (450,00) dove comunque sto bene .
    I ragazzi hanno una loro stanza e la casa é situata nella collina torinese a 10 km dalla casa della mamma che abita in Torino.
    la scuola di Marta risulterebbe più distante.
    anche i suoi allenamenti a canottaggio sono più distanti.
    Io mi batto per la sua dipendenza dal cellulare e controllo i suoi studi e le sue uscite.
    Per il resto dicono che sono un buon padre; faccio il musicista e cerco di coinvolgere il più possibile i miei figli nella mia attività.
    Quali sono le cose da fare?
    Qual’é l’iter?

  11. Sono un padre come tanti separato e le mie figlie sono con la madre, sono qui a scrivere per questo motivo:
    più volte le mie figlie hanno posto la domanda a che età possiamo decidere con chi stare? Per la maggiore non vi sarebbe problema ora é maggiorenne, ma per la sorella non ancora 14 enne non so come posso muovermi? C è la possibilità che facendo richiesta al giudice la affidi e me?

  12. Mii sto separando e le mie bimbe non vogliono stare con il padre…..sempre stato poco presente il quale mi ha pesantemente insultata….io desidero solo la serenità delle cucciole. Cosa.posso fare?

  13. Io mi chiamo Lorenzo,ho 14 anni e mi piacerebbe vivere con mio papà ,non perché ci siano problemi con la mamma ma perché vorrei conoscerlo meglio e creare un legame migliore..
    Nel caso in cui decidessi di trasferirmi ci sarebbero problemi burocratici?

  14. Buonasera,la mia storia è differente da tutto ciò che ho letto..il padre di mio figlio è deceduto nel 2008,e mio figlio ha sempre vissuto con me..a dicembre compirà 14 anni e da qualche mese,dopo una discussione con me,se n’è andato dalla nonna,non tornando più,e la cosa più grave,spalleggiato proprio dalla nonna,che lo “protegge”…può decidere lui se rimanere a vivere con lei o no?spero che qualcuno mi risponda,sono disperata

  15. Buongiorno. Nel mio caso,separata e madre di due figli di 14 e 9 anni, i miei figli hanno fatto il gioco del padre che da mesi prima cercava in ogni modo di essere una figura presente nella loro vita,troppo presente rispetto agli anni precedenti dove stava con loro solamente la domenica… Ha iniziato a portarli a divertirsi quando io ero al lavoro per cercare di conquistare la loro fiducia, gli comprava qualsiasi cosa volessero senza dire nulla a me e iniziava ad inculcare nella loro testa che se un domani ci saremmo separati io e lui era perché io non gli volevo bene nè a lui né a loro e che volevo portarli via da casa loro e fargli cambiare amicizie, addirittura residenza cosa per altro che io non ho mai detto… Risultato: siamo in giudiziale da un anno e mezzo, i figli vivono col padre perché plagiati da lui hanno scritto addirittura lettere al giudice che volevano stare col padre…io li vedo quando li vedo tramite gli assistenti sociali che provano in tutti i modi a farmi riavvicinare a loro ma mio marito ha fatto un lavoro psicologico su di loro talmente dannoso che hanno ansia e piangono tutto il tempo quando ci incontriamo…mi accusano convinti di cose che non ho nemmeno mai pensato e fatto solo che gli sono state inculcare come verità da un padre che li ha usati come strumenti e di cui loro al momento si fidano ciecamente in quanto incapaci si ragionare con la loro testa….se un genitore quando mette al mondo un figlio invece di pensare a suo figlio nella vita pensa solo ai suoi interessi e alle sue vendette, ecco quello non era degno di diventare genitore…

  16. Salve, vorrei esporre il mio problema e capire quale soluzione possa esserci.
    Sono separata dl mio compagno da 11 anni. Da questa unione sono nati 3 figli che oggi hanno 19, 16 e 13 anni. Il mio ex, nonostante la sentenza emessa dal giudice del tribunale dei minori, non ha MAI adempiuto ai suoi doveri ed ho sempre provveduto io a qualunque necessità dei bambini allora, ragazzi oggi. In questi anni ho dovuto anche sopportare da parte sua, i suoi epiteti nei miei confronti, con i quali mi etichettava con i bambini stessi.
    Oggi mio figlio di 16 anni, ha deciso di voler vivere col padre, in quanto lì sarebbe libero di fare qualsiasi cosa, lasciare la scuola, uscire ogni giorno e ritirarsi a notte fonda, insomma fare la “bella vita”. Una parte di me è profondamente delusa e triste, ma a parte questo, come posso impedire che accada questo disastro? Credo che un genitore sia responsabile del figlio dal momento in cui lo partorisce fino al momento in cui diventa indipendente, ma come può un ragazzino diventare indipendente in un condizionè del genere? L’unica cosa che gli rimarrebbe da fare (sperando che si salvi dalla droga e dall’alcol) sarebbe quella di rubare.
    Confido in un Vs suggerimento, grazie

  17. un minorenne con genitori separati puo’ andare in vacanza fuori dalla regione di residenza senza il consenso dell’altro genitore?grazie

  18. ciao io ho 14 anni e i miei genitori sono separati da 10, quest’anno io ho detto a mamma e a papà che desideravo spostare la mia residenza dal papà perché è più presente nella mia vita. Mia mamma, una donna che si attacca ad ogni minimo particolare di quello che dico e faccio con lei e mio papà, non ha preso bene la notizia e continua a farmi piangere e soffrire. Le parla addirittura con le mie amiche e con le mie professoresse!!! è una vergogna totale… lei mi da fastidio perché è assolutamente convinta che mio papà mi manipoli, cosa posso fare per mantenere la calma ogni volta che mi parla dei suoi problemi? Come riuscirò a raggiungere il mio obiettivo senza che lei scelga una giudiziale impedendomi di andare dal papà? Come riuscirò a farle capire che ho le mie idee e mio papà non mi manipola?

  19. Salve ho due figli una 15 una 7 dopo svariate sentenze il giudice ha richiesto una ctu mia figlia di 15 anni ha espresso piu volte di voler vivere con me calcolando anche il fatto che dalle sedute sono emerso molto affidabile responsabile ec ecc.. dopo questo lungo percorso il giudice senza motivazioni non vuole affidarmi i figli neanche si degna di aprire le pratiche e studiare a fondo gli atti.. noi padri siamo sempre penalizzati … mia figlia non vuole andare con la madre il giudice non vuol sentir ragioni .. e un abuso???

  20. Buongiorno ho una figlia di 7 anni che e’ sempre vissuta con me riconosciuta dal padre solo dopo la prova del DNA il giudice ha stabilito che la bambina dovesse trascorrere 2 week al mese con il padre che x due anni non si e’ presentato a prenderla ora gli avvocati vorrebbero obbligare la bambina ad andare dal padre ma lei si dispera e non vuole…. che posso fare??? Grazie

  21. buonasera, ho letto tutti i commenti, e nessuna di queste hanno il problema che ho io, sono separata da mio ex da 3 anni e in procinto di divorzio. abbiamo avuti due figli una maggiorenne che ha deciso solo l’anno scorso definitivamente di stare con il padre per una questione di libertà , e un minorenne che vive con me. una settimana fa lui e andato da padre per weekend e non è più tornato.
    la legge non ha tutelato me e mio figlio in questo caso, i processi sono troppo lenti, noi eravamo separati consensualmente , ma lui non ha mai eseguito tutto quello che sta scritto su la seperazione.
    1. denunciato per non aver seguito i pagamenti.
    2. denunciato per stalking
    3. denunciato per aver preso mie mobili.
    4. denunciato per aver sequestrato carte documenti del mio lavoro
    5. denunciato per aver sequestrato mio figlio.
    in tutto ha sette denuncie.

    oggi rischio di perdere mio figlio, sono disperata, e vorrei capire come può un giudice non tenere in conto che quella persona ha lavato la testa a mio figlio? mio figlio non andrà mai contro il padre, perchè ha paura!!!! dopo quello che ha visto succedere a me!!! io non penso che il problema si risolva parlando con il giudice, ma dal momento della seperazione ci dovrebbe essere un assistente sociale che segue scuola, responsabilità del genitore e pensiero del figlio/a a lungo tempo per arrivare ad una conclusione definitiva. Far parlare ragazzi con giudice non risolva il problema e può causare ulteriore problemi al ragazzo/a coinvolta.

    devono guardare anche il fatto che come lo guarda il padre? sta con lui? lo segue con scuola? fa sport? comunica con ragazzo/a?

    e a volte ogni caso denunciato non ha audienza prima che il ragazzo/a va davanti al giudice, quindi il giudice che parla con il minorenne non sa veramente tutti i problemi…

    sono sicura che ci sono tante altre donne come me, che non dormano perchè preoccupati per i loro figli e su quello che succederà…..

  22. buongiorno sono un papà di 40 anni separato da 9, sto passando un periodo molto difficile mi ho figlio, ha 14 anni non riusciamo più a comunicare , è sempre scontento non ha voglia di studiare risponde sempre male abbiamo un affido condiviso ,ma lui mi esplicita sempre che vorrebbe andare a vivere con mio fratello . è possibile che a 14 anni possa decidere lui con chi stare ?

  23. un adolescente ha pieno diritto a decidere con quale genitore stare,si tratta della loro tranquillita’ serenita’.

  24. Buona sera,
    vorrei sapere quali potrebbero essere i rischi a cui il bambino va in contro sia che si decida di andare col Papa’ CHE RESTI CON LA MAMMA..
    grazie

  25. Ho letto soddisfazione e preoccupazione nel fatto che il bambino, o l’adolescente, abbia in pratica la facoltà di scegliere e di schierarsi.
    Nessuno che si chieda quali possono essere le conseguenze per il figlio, costretto a fare il gioco della torre con i genitori, e es un giorno si pentisse della sua scelta? se un giorno provasse rimorso per ciò che ha fatto al genitore non prescelto?
    I bambini ed i ragazzi molto spesso hanno la tendenza a pensare che la separazione possa essere colpa loro anche se non è così, accollargli anche l’onere della scelta potrebbe aggravare la situazione.

  26. Non sempre un bimbo sa dove è bene stare, soprattutto quando ha una madre che lo la plagiato e massacrato psicologicamente.

  27. Un figlio sa bene con chi stare, non c’è miglior giudice di un bimbo. Per arrivare ad una scelta precisa ha assistito a litigi e altro.Molti giudici dovrebbero ascoltare in primis i minori e non risolvere il problema facendoli andare in casa famiglia.Prima delle case famiglia ci sono i nonni e gli zii che possono prendersi cura e dare tutto l’amore.Molte donne sono egoiste pensano alla loro felicità ma rovinano la vita dei loro figli.Queste madri andrebbero punite e smascherate.Signori giudici pensateci bene prima di sentenziare.I bambini vanno sempre ascoltati

  28. Come al solito,commentiamo decisioni fondate su criteri di cultura personale.Un giudice , che non decide secondo una morale di condotta affermata nella società, non può essere seguito. Non è giusto che un figlio viva solo con uno dei genitori e l’altro faccia da pausa di fine settimana o fine estate, entrambi hanno il diritto dovere di essere presenti nella vita del minore. E’ sbagliata l’impostazione dell’attuale sistema di separazione. Il primo dei due genitori che si ritrova affidatario, avrà il vantaggio rispetto all’altro nel corso della vita del minore. Se il problema è affidato alla giustizia,questa decide con gli strumenti a disposizione e con la cultura acquisita, se invece la società se ne appropria, tutto può cambiare con l’istituzione della mediazione obbligatoria e con il valore della penalizzazione.Chi prima inizia deve sapere le conseguenze a cui va incontro. Si salverà il valore della famiglia e finiranno gli appetiti economici a carico dell’euomo

  29. Sentenza importante.
    Va, però, colto il senso del “collocamento prevalente” del figlio minore presso l’abitazione dell’uno o dell’altro genitore.
    La legge 54/06 sul punto non intende infatti INCLUSIONE O ESCLUSIONE del genitore non collocatario dalla vita quotidiana del figlio.
    Mantenere l’habitat pregresso è un principio a tutela del minore e dei suoi “interessi”( termine “abusato”), A MENO CHE l’interesse del figlio, desumile ANCHE dall’ascolto, non venga così tutelato.
    In proposito ritengo che l’errore sia a monte:la gestione pratica dell’affidamento condiviso. Infatti il genitore non collocatario SPESSO non vive la quotidianità del figlio ( le ordinanze presidenziali non prevedono quasi mai una regolamentazione “su misura” come ad es. la partecipazione del padre all’accompagnamento a scuola, alle attività sportive etc ) e questo – a mio avviso- non fa decollare quel senso di responsabilità genitoriale cui tende la norma citata.

  30. Un figlio più di ogni altro esperto “SA” con chi stare, e “SA” perchè.
    Un figlio sente chi si occupa con amore di lui e chi lo utilizza come arma impropria per scopi economici.
    Se un figlio non vuole stare con un genitore, un motivo ci sarà.
    Solo l’ascolto diretto dei minori da parte dei giudici, potrà porre fine a questa consuetudine legale di allontanare i figli da padri affettuosi e premurosi.
    Il cosidetto “interesse del minore”, spesso viene confuso con “l’interesse di madri voraci e provocatrici”, che dovrebbero essere smascherate e penalizzate

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