Siamo sul rettilineo finale, per quel che riguarda i decreti attuativi inerenti allo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese.
Questa mattina ci penseranno, si spera in maniera definitiva, al Ministero dell’Economia, dove è in programma una riunione tecnica che poi, in caso di raggiungimento della bozza di decreto, sfocerà in un incontro ufficiale col premier Monti e le associazioni delle imprese. Queste ultime, però, non sono affatto soddisfatte: Confindustria e Rete Impresa temono infatti che i crediti non saranno effettivamente scontati in banca senza una compensazione vera coi crediti fiscali.
I due strumenti individuati dal Governo, la certificazione del credito e la compensazione, devono per le imprese rimanere distinte: la prima deve valere comunque per ottenere credito in banca e poi, in caso ci sia un rimborso Iva o Irpef non erogato, allora interverrà la compensazione. Ancora più ‘secca’ la posizione di Confartigianato, secondo cui “o la PA paga i suoi debiti oppure o si mette in atto una piena compensazione con i crediti e quindi con le tasse dovute”.
Ultimo ma non per ultimo, il dilemma del passaggio dal “pro soluto” al “pro solvendo”, possibilità prevista dal dl semplificazioni approvato a fine aprile: i due miliardi di euro di garanzie che sfruttano il regime attuale rischiano seriamente di saltare visto che l’impresa potrà, col sistema nuovo, ottenere la certificazione del credito solo facendosi garante della solvibilità dell’ente debitore.


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