In seguito ad un sorpasso azzardato, un’automobilista è stata multata con una sanzione di oltre 300 euro. Ma il Tribunale di Camerino, con la sentenza numero 99 dello scorso 17 aprile, ha disposto la totale cancellazione della sanzione.

Alla base della decisione del giudice vi sta una importante distinzione tra i diversi corpi delle forze dell’ordine: da una parte, infatti, vi sono carabinieri, polizia e guardia di finanza che operano sull’intero territorio nazionale e devono ritenersi sempre in servizio (anche quando rivestono abiti civili), dall’altra la polizia municipale che ricopre la qualifica di agente di polizia giudiziaria solamente nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e limitatamente al tempo in cui sono in servizio.

La sentenza in questione, inoltre, coglie l’occasione per ricordare la normativa secondo cui i Comuni devono prevedere espressamente, mediante l’adozione di un regolamento, le circostanze in cui , le attività della polizia municipale possano essere esercitate ( previa autorizzazione e solo se strettamente necessario) in borghese.

In seguito a questa pronuncia, all’Ufficio del Governo non resta che pagare la “negligente” automobilista!


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  1. Buongiorno,
    sono l’avvocato Emma Ferrari di Trento.
    Riguardo alle sanzioni contro le multe comminate da agenti di polizia municipale in borghese fuori servizio, vorrei segnalare una sentenza favorevole (n. 157/14) che ho ottenuto il 10 maggio 2014 dal Giudice di Pace di Trento.
    In questo caso, il vigile urbano è sceso dalla sua macchina privata, ha bussato sul finestrino dell’auto che aveva commesso l’infrazione (tentato sorpasso mentre la macchine erano in coda a causa di un camion della nettezza urbana bloccato dalla neve) e ha minacciato la multa. In quell’occasione il vigile avrebbe potuto qualificarsi come tale, esibendo il tesserino come previsto dall’art. 12 comma 5 del Codice della Strada, ma non l’ha fatto, facendo recapitare la multa qualche giorno dopo a casa dell’automobilista.
    Il Giudice di Pace di Trento ha confermato l’orientamento espresso dalla Cassazione con la sentenza 5771/2008, secondo la quale gli agenti di P.M. possono legittimamente contestare le violazioni del Codice della Strada solo nell’ambito del territorio di competenza e a condizione che siano effettivamente in servizio, e ha ribadito che i vigili urbani hanno la qualifica di agenti di polizia giudiziaria limitatamente al tempo in cui sono in servizio, come dice l’art. 57 c.p.p., a differenza di altri corpi (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza), i cui appartenenti operano su tutto il territorio nazionale e sono sempre in servizio. Ciò è confermato anche dall’art. 12 lett. e) del Codice della Strada.
    Si tratta a mio avviso di una sentenza importante, data l’esistenza di una circolare ministeriale del 2002 (N. 300/A/2/51901/110/26) sul tema, che stabilisce che “la Polizia Municipale può espletare tutte le funzioni di polizia stradale anche al di fuori del servizio comandato”, e la giurisprudenza di alcuni Giudici di Pace che aderiscono a questa interpretazione.
    Segnalo tuttavia che il contenuto della circolare è stato ampiamente superato dalla giurisprudenza della Cassazione e di alcuni Tribunali di merito (Tribunale di Firenze, sent. 26 settembre 2010 e Tribunale di Camerino, sent. 13 aprile 2012).
    Questa sentenza contribuisce certamente a rafforzare un interpretazione corretta delle norme su questo tema.
    Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o consulenze, all’indirizzo avv.emmaferrari@gmail.com.

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