La giustizia amministrativa è stata a suo tempo assolutamente innovatrice nel fornire un utilissimo e funzionale sito internet ad accesso libero (www.giustizia-amministrativa.it) mediante il quale gli addetti ai lavori, ma anche i loro clienti, potevano consultare lo stato dei procedimenti giurisdizionali di interesse, previo inserimento del solo numero identificativo del ricorso (il c.d. “ruolo generale”). Esso forniva anche puntuale attuazione della tanto invocata trasparenza sull’attività svolta dai professionisti nell’interesse dei relativi clienti.

Come però spesso accade nel nostro paese, purtroppo, nel corso del tempo questo importante strumento, invece di essere implementato con beneficio di tutti, ha subito un costante peggioramento come emerge evidente anzitutto dall’evidente rallentamento dei collegamenti al sito.

L’accesso con smart card riservato agli avvocati è poi stranamente più difficoltoso di quello “libero” e spesso non funzionante.


Inoltre, il motore di ricerca della preziosa banca dati, probabilmente la più completa esistente in quanto contenente tutte le pronunzie del Giudice amministrativo sia di primo che di secondo grado, cui chiunque poteva collegarsi gratuitamente per “estrarre” le pronunzie di interesse, risulta ormai da almeno sei mesi “in manutenzione” (ma probabilmente da ben di più) e quindi non più accessibile. Pare un tempo assolutamente eccessivo e non giustificabile neppure da eventuali “problemi tecnici” comunque non esplicitati.

La questione, in questo periodo di fortissime difficoltà per chi è appena entrato nel mondo del lavoro, assume peraltro una sfumatura ulteriore laddove è evidente che tale banca dati costituiva un validissimo strumento proprio per l’attività professionale dei neo avvocati i quali hanno certamente più difficoltà, rispetto ai colleghi ormai affermati, all’acquisto delle costose banche dati oggi in commercio.

L’augurio è quindi che si riesca al più presto a ripristinare le intere funzionalità di un servizio telematico, gratuito e di libero accesso, che per tanti anni è stato “il fiore all’occhiello” della giustizia amministrativa, in primis della preziosa banca dati in costante manutenzione ormai da troppo tempo


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2 COMMENTI

  1. ASSURDO!!!
    Lo usavo e, pur con i suoi limiti, le cose si trovavano. Nel frattempo avrebbero potuto lasciarlo com’era, invece di iniziare una manutenzione senza fine.
    Quando accadono cose di questo tipo, però, è evidente che non si tratta di manutenzione ma c’è dell’altro. Non è che per caso qualcuno ha interesse a mantenere inattivo un servizio che potrebbe togliere soldi a chi invece gestisce banche dati?

  2. Col senno di poi i 6 mesi erano una bazzecola… son quasi 2 anni che c’è questa strana “manutenzione” senza peraltro nessuna notizia in merito ai motivi del disservizio

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