Approvato da pochissimo, ma già molti vogliono cambiarlo.

E’ lo strano destino del decreto legge sulle semplificazioni fiscali, n. 16 del 2012, che ieri ha ricevuto (con la fiducia) il via libera da parte del Senato e approda adesso alla Camera dove molti esponenti politici vogliono che il testo venga modificato.

E non si tratta di rilievi di poco conto, soprattutto per quanto riguarda gli enti locali. Un esempio tra tutti : la richiesta di cambiare la novita’ introdotta nel sul Patto di stabilita’ interno avanzata dal senatore del Pd, Marco Stradiotto, il quale spiega che in caso di sforamento “la norma fino ad oggi vigente prevedeva una sanzione massima pari al 3% delle entrate; la nuova norma prevede una sanzione pari al 100% dello sforamento, diluita in tre anni“.


In un momento in cui si assiste al fenomeno dei ritardati pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese fornitrici, si doveva prevedere un allentamento del Patto di stabilita’. Invece sono state aumentate le sanzioni per gli enti che non riescono a rispettare il Patto“. Per Stradiotto “una misura fuori luogo che creera’ ulteriori difficolta’ a molti Comuni“.

Altra voce dalla maggioranza, quella di Giuliano Barbolini (Pd), capogruppo in commissione Finanze. “Votiamo a favore anche per le aspettative che abbiamo nei confronti degli impegni che il governo si e’ preso per migliorare ulteriormente il provvedimento alla Camera“, ha detto in aula prima del voto sul dl fiscale. “Nel testo – continua – ci sono dei risultati utili, siamo soddisfatti in particolare per alcuni miglioramenti che il Pd ha contribuito a realizzare in materia di Imu, ma permangono ancora carenze e molto resta da fare. In particolare ci sono misure che non costano molto, ad esempio quelle sugli anziani residenti in strutture sanitarie e le cessioni in comodato gratuito dai genitori ai figli del primo alloggio, che nel passaggio alla Camera se approvate avrebbero una grande valenza sociale e politica. Ci aspettiamo la copertura di 235 milioni di euro oggi a carico del Fondo di riequilibrio per i comuni che devono essere recuperati. Come e’ necessario affrontare in termini risolutivi la questione del Patto stabilita’: e’ la condizione per dar seguito allo sblocco del miliardo per i pagamenti alle aziende e ai fornitori dei Comuni e anche per altri interventi a sostegno della crescita ad esempio nei settori della difesa del suolo, la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica e la manutenzione urbana. Si tratta di interventi che potrebbero saldarsi e smuovere dinamiche virtuose a sostegno di un rilancio dell’economia dei territori e dell’ occupazione. C’e’ infine la necessita’ di affrontare in modo organico la delega per l’attuazione della riforma fiscale con misure a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e dell’impresa. E confermando un’attenzione particolare all’evasione e all’elusione fiscale. Sono temi su cui, da tempo, il Pd ha avanzato precise richieste ed e’ pronto a confrontarsi da subito in Parlamento“.

Non prevedere esenzione Imu per gli anziani che si trovano in una casa di riposo e’ una scelta incomprensibile e inaccettabile e alla Camera ci batteremo per correggere questa assurdita‘”, fa eco la deputata democratica Livia Turco, sostenendo una tesi che trova conforto anche nell’altra colonna della maggioranza, il Pdl. “La vecchiaia, diceva Cicerone, e’ infelice anche perché impedisce di avere parte attiva negli affari. Il Governo Monti da’ agli anziani ricoverati a tempo indeterminato e proprietari di casa un motivo in più di preoccupazione ; con il decreto la loro abitazione diventa seconda casa con un aggravio dell’Imu; per molti anziani questo aggravio economico e’ insostenibile. Il Governo modifichi immediatamente con un decreto questo scippo agli anziani“, dice il parlamentare del Pdl, Enrico Pianetta, presidente dei Seniores del partito.

Modifiche dunque sul tappeto. Modifiche che potrebbero essere formalizzate anche prima del previsto.

Il sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, infatti, dopo aver ringraziato i parlamentari che in taluni casi hanno rinunciato alle modifiche che avrebbero voluto apportare al dl semplificazioni fiscali, ha affermato che le proposte di modifica potranno trovare spazio nella delega fiscale che il governo dovrebbe varare domani. Durante il suo intervento in aula al Senato, Ceriani ha definito il provvedimento “manutenzione legislativa“. Ma se dovesse contenere le modifiche richieste, non sarebbe solo manutenzione ma anche correzione.

Giuseppe Manfredi


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