Proseguono in questi giorni le polemiche attorno alla riforma del lavoro. Oltre all’articolo 18, un’altra questione spinosa da affrontare è quella degli esodati, ovvero quei lavoratori (il numero ufficiale ancora non è disponibile dall’Inps) che hanno interrotto il loro rapporto di lavoro perché hanno raggiunto l’età pensionabile (secondo il sistema vigente fino al 31 dicembre 2011), ma che a seguito delle modifiche apportate dal Governo Monti, non possono andare in pensione, e rischiano di restare senza stipendio, ma anche senza pensione, per 5 o 6 anni.

Un problema per il quale il ministro Fornero ha più volte garantito una soluzione equa, ma che, dopo le dichiarazioni televisive del sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, rischia di creare  un impasse per il governo Monti che del rigore e dell’equità ha sempre fatto il suo biglietto da visita.

Il  sottosegretario  ha, infatti, dichiarato che se sono cambiate le condizioni che prima hanno legittimato l’accordo tra azienda e lavoratori, ora i lavoratori possono chiedere di annullare quell’accordo, ipotizzando la possibilità di ricorrere al giudice per riottenere il posto di lavoro.


La dichiarazione ha suscitato nel giro di poche ore polemiche all’interno del governo e non solo. Pare che il ministro del Welfare abbia replicato invitando Polillo a farsi carico della questione degli esodati dal momento che avrebbe dato dimostrazione di avere la ricetta per risolverla. Per il mondo sindacale le parole del sottosegretario sono sembrate “una brutta improvvisazione”.


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  1. Il problema della disoccupazione non tutelata da forme di pre-pensionamento, e provocata da misure retroattive illegali, volute da questo Governo (art. 11 Disposizioni sulla Legge in generale, e art. 3, Statuto dei diritti del Contribuente) , dimostra l’incapacità, l’incompetenza e l’inefficienza di questi pretesi “tecnici”, che qualcuno ha avuto la malauguratissima idea di imporceli al governo. Si è confuso il cattedratismo astratto e ben remunerato, sotto forma di consulenze ad uso privatistico, con la capacità di governare uno Stato: errore terrificante che ci costerà assai caro

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