Una recente sentenza del Tribunale dell’Unione europea ha stabilito l’illegittimità del prestito di 300milioni di euro concesso nel 2008 dallo Stato italiano alla compagnia Alitalia (a quel tempo già privatizzata) e imputabile in conto capitale. Quattro anni fa la compagnia aerea si trovava in situazione di insolvenza, è stata messa sotto amministrazione straordinaria ed è stata nominata un banca, in qualità di esperto, per la vendita dei beni, in coerenza con i prezzi di mercato.

La Corte di Bruxelles  ha riconosciuto che il prestito costituiva un aiuto di Stato illegittimo e incompatibile con il mercato comune, in quanto conferiva un vantaggio economico finanziato con risorse statali e  ha dunque ordinato il recupero di tale aiuto presso Alitalia. Sulla vendita dei beni  e la procedura di amministrazione straordinaria Bruxelles si è espressa in maniera favorevole non riconoscendo aiuti di favore agli acquirenti.

La compagnia irlandese Ryanair aveva presentato ricorso, sostenendo che ordinare il recupero dell’aiuto presso Alitalia anziché presso Cai aveva pregiudicato in modo sostanziale la sua posizione concorrenziale.
Il tribunale, confermando quanto affermato già dalla Commissione europea, ha  ritenuto che non esistesse alcuna continuità economica tra Alitalia e la CAI e che quest’ultima non avesse beneficiato di alcun vantaggio, dal momento che erano state adottate tutte le misure affinché la cessione avvenisse ad un prezzo non inferiore a quello di mercato.


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