Debbo malinconicamente constatare che, nei confronti dei magistrati del Tar, il governo e il legislatore si comportano come un patrigno infastidito dalle pur legittime richieste di un giovane figlio di altro letto”.

Non usa mezzi termini il Presidente del Tar Sicilia Filoreto D’Agostino, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, in corso a Palermo.

Tali richieste – ha aggiunto – dovrebbero sfociare in tempi ravvicinati atte a determinare l’effettiva confluenza dei ruoli, oggi assurdamente separati, tra i giudici di primo e di secondo grado e a meglio dimensionare le sempre piu’ impellenti necessita’ organizzative dell’apparato”.


Per D’Agostino sarebbe poi ”fondamentale che la struttura del giudice amministrativo si adeguasse, come e’ in Sicilia alla piu’ estesa allocazione nel territorio di organismi di secondo livello”.

Le criticita’ riguardano lo stato della giustizia amministrativa. Siamo in pochi , abbiamo poche risorse e un arretrato che con i numeri dei magistrati a disposizione non riusciamo a smaltire“. “Su tutto il territorio nazionale – ha spiegato il Presidente – i magistrati amministrativi sono meno di 500, in tutta la Sicilia sono una trentina e nella sede di Palermo circa quindici. Francamente mi sembrano numeri esigui, ma nonostante questo abbiamo aumentato la produttivita’ grazie al grande sforzo dei magistrati, non certo per ausilio di altra natura“.

Il codice del processo amministrativo ci ha un po’ favorito – ha concluso – perché prevede le sentenze brevi, ne abbiamo fatto molto uso e quindi abbiamo prodotto di più“.


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