Il Consiglio di Presidenza del Senato, ha reso noto di aver deciso all’unanimità l’abolizione dei benefit a vita per gli ex presidenti di palazzo Madama. Dal momento in cui decadono i presidenti avranno diritto a segreteria, collaboratori, auto blu ed in generale a tutti i benefit collegati alla carica, per un periodo massimo di due legislature, ovvero per dieci anni, e non più a vita come invece è accaduto fino ad oggi.

Inoltre, su proposta del Presidente del Senato, Renato Schifani, il Consiglio di Presidenza ha approvato le linee guida per la redazione di un regolamento interno della rappresentanza di interessi (i cosiddetti lobbisti), al fine di disciplinare i rapporti tra senatori e portatori di istanze della realtà economica, sociale e culturale alla luce dei principi del pluralismo e della trasparenza.

A tale scopo verrà istituito e pubblicato sul sito del Senato un apposito registro, suddiviso per settori di attività, nel quale saranno elencati gli enti e le associazioni che richiedono gli accrediti con l’indicazione delle persone fisiche abilitate all’accesso. Infine il Regolamento definirà la disciplina delle presenze dei “lobbisti” nei giorni di seduta dell’Assemblea e delle Commissioni e l’eventualità di sanzioni per comportamenti ritenuti lesivi del libero esercizio del mandato parlamentare


Di seguito riportiamo il testo completo del Comunicato Stampa del 28 febbraio

Senato: regolamento e registro online per i “lobbisti”. Benefici per gli ex Presidenti limitati a due legislature

Le decisioni del Consiglio di Presidenza

Il Consiglio di Presidenza di Palazzo Madama ha approvato oggi la normativa di attuazione dell’articolo 4 del decreto-legge di luglio 2011 sulla temporaneità dei benefits delle alte cariche.

I benefici per gli ex Presidenti del Senato non saranno più a vita come avvenuto fino ad oggi. Una volta cessati dalla carica, la disponibilità di mezzi e di personale potrà valere per la durata di sole due intere legislature.

Una norma transitoria consente agli ex Presidenti eletti prima del 2001 di mantenere il beneficio fino alla fine di questa legislatura.

Su proposta del Presidente del Senato, Renato Schifani, il Consiglio di Presidenza ha inoltre approvato le linee guida per la redazione di un Regolamento interno della rappresentanza di interessi, al fine di disciplinare i rapporti tra Senatori e portatori di istanze della realtà economica, sociale e culturale alla luce dei principi del pluralismo e della trasparenza.

A tal fine sarà istituito un apposito Registro, suddiviso per settori di attività, da pubblicare sul sito del Senato, nel quale saranno elencati gli enti e le associazioni che richiedono gli accrediti con l’indicazione delle persone fisiche abilitate all’accesso. Il Regolamento definirà la disciplina delle presenze dei “lobbisti” nei giorni di seduta dell’Assemblea e delle Commissioni e l’eventualità di sanzioni per comportamenti ritenuti lesivi del libero esercizio del mandato parlamentare.


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2 COMMENTI

  1. Quindi aperta e chiusa la parentesi sullo “a volte ritornano” sarebbe molto interessante dare una rispolverata al concetto di impunibilità parlamentare che se interpretato correttamente secondo l’intenzione del legislatore basterebbe da solo a far si che ogni qualvolta un parlamentare o altro individuo venga indagato in automatico provveda a dare le dimissioni come avviene in ogni altro Paese della Comunità.
    Ciò per dire che se è vero che esiste una norma che giustifica l’impunibilità del parlamentare come una sorta di protezione dal “rischio” in considerazione alla tipologia di funzioni a cui è chiamato e relazionato al margine di errore che si potrebbe verificare, non c’è motivo di mettere al voto dei parlamentari stessi la decisione se la magistratura possa o meno precedere nei confronti di quel parlamentare perchè contrasta con il concetto di indipendenza e imparzialità che è propria di un giudice di un magistrato.
    Praticamente si mettono ai voti questi due principi cosa che non è concessa a nessun cittadino italiano come anche comunitario nel momento in cui nei di loro confronti venga aperta una indagine… “beh prima di procedere aspetta di sentire cosa dice la gente e poi vediamo…”.
    Questo genera inoltre in se un pericolo che anche gli altri parlamentari si sentano poi protetti per qualsivoglia compimento di azione illegale venendo poi a concepire il Parlamento come una sorta di rifugio o nascondiglio e rende complici gli stessi per una eventuale responsabilità che in un certo momento si intende ascrivibile ad un determinato soggetto di cui loro stessi nell’interesse comune dovrebbero verificare l’inesistenza.

  2. Credo che abolire i benefit di ex parlamentari non soddisfi appieno l’esigenza di profondo rinnovamento che richiede il nostro Paese. Nel senso che vista l’incapacità dimostrata in questi anni da tutta la classe politica si richiederebbe da parte della stessa di optare per la proposta di profonde modifiche che tra l’altro ci mettano alla pari con gli altri Paesi dell’Unione anche in materia di corruzione (in particolare la Convenzione Europea del 1999). Sempre l’attuale Governo sta pensando di apportare importanti modifiche in materia come anche la necessità di rivedere la norma che ammette il falso in bilancio…. documento la cui veridicità è sacrosanta perchè indica lo “stato di salute” di un’impresa. Ammettendo il falso si viene inevitabilmente a determinare una situazione di incertezza tra quello che è reale e quello che non lo è andando ciò ad influire negativamente sull’economia. Ad ogni modo credo che quello del politico non possa rappresentare un “posto fisso” (e questo principio servirebbe da solo per l’abolizione di tutti i privilegi, cioè quando uno cade dal mandato torna a fare quello che faceva primaa meno che non venga rieletto: a tal proposito se non erro ci dovrebbe essere una disposizione che consenta la reintroduzione al vecchio posto di lavoro allo scadere del mandato…certo…se una prima faceva la “escort” ti credo che rimane aggrappato alla poltrona) quindi per le future elezioni i Parlamentari dovrebbero avere il “buon gusto” di lasciare il posto a nuovi candidati con comprovate capacità, professionalità e preparazione invece di ricorrere ai rimpastoni tra partiti per dimostrare al Paese che oltre a loro non c’è nessun altro o proporre candidati scarsi per essere sicuri di essere rieletti.. Quindi sarebbe necessario mettere le cose a posto per le nuove leve in modo che si evitino gli errori in precedenza commessi e sopratutto l’esigenza di fare in modo che le stesse nuove leve si dimettano in caso di illeciti per evitare il bloccarsi del Paese a fronte delle questioni che un cittadino un privato risolverebbe altrimenti. Invece sempre le stesse facce (alcune sembrano tornare dall’aldilà) sempre gli stessi discorsi, sempre gli stessi litigi frasi che non dicono niente non risolvono niente. E basta… Da tale osservazione (per quello che può valere) non mi voglio riferire ai componenti dell’attuale Governo i cui provvedimenti per quanto si possa essere d’accordo o no per lo meno seguono un calendario, un ordine del giorno hanno idee e non si perdono in discussioni inutili. A loro caso mai la richiesta di continuare e proporre nuove persone nuovi volti con competenze specifiche perchè a mio avviso laddove dovessero “mollare il timone” verrebbe meno la continuità delle loro azioni e si ritornerebbe alla situazione antecedente a questa: e cioè “quello mi ha detto”, “quello mi ha fatto” eccetera eccetera. Quindi se da un lato è giusto che i giudici paghino per i loro errori a maggior ragione anche ai politici dovrebbe essere tolta l’impunità che era un istituto previsto non per proteggere i Parlamentari da qualsivoglia reato ma per proteggerli dalle grandi conseguenze che un mandato politico implica: cioè l’impunità dovrebbe avere lo stesso valore (in proporzione) che ha ad esempio l’indennità percepita da un banchiere alle prese con il denaro. per errori involontariamente commessi e per i quali è comunque previsto un tetto massimo.Questo è il senso dell’impunità parlamentare proteggere l’individuo in considerazione della particolare attività svolta cosi come i giudici…E cioè impunità parlamentare in funzione dell’attività non impunità parlamentare per attività (reati) che esulano dall’impegno politico vero e proprioe che come tali sono perseguibili a tutti gli effetti. Invece come al solito tale “protezione” che per la sua essenza la sua funzione deve continuare ad esistere ed è più che legittima sia per i parlamentari che per i giudici si ricorre per proteggere ogni tipo di reato. Quindi forse sarebbe interessante rivedere anche questi tipi di “protezione”che se da un lato legittima dall’altro usata per coprire qualsivoglia reato a danno del Paese.

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