La commissione industria del Senato ha approvato ieri mattina 54 articoli in poche ore, portando così a 77 gli articoli approvati in tutto riguardanti il provvedimento sulle liberalizzazioni. L’obiettivo è quello di chiudere il prima possibile il testo e consegnarlo all’aula di Palazzo Madama per mercoledì prossimo.

Entra in scena, già da domani, la commissione bilancio, che deciderà sull’ammissibilità, per copertura finanziaria, dei testi riformulati e dei nuovi emendamenti (tra cui quello sull’Imu per la Chiesa).

Tra le discussioni ancora aperte, in primis quella sulle farmacie, in attesa del testo del Governo che fisserebbe a 3300 la soglia per le nuove aperture. Attualmente il quorum è fissato dal dl a 3000 abitanti, e portarlo a 3300 abitanti comporterebbe circa il 10% in meno di nuove aperture. Ancora aperta, poi, la trattativa sul c.d. “delisting” dei farmaci di fascia C, un mercato di non poco conto (3 miliardi l’anno) che fa gola a tanti.


Non si discuterà invece di Golden share (l’emendamento governativo sarebbe presentato per un altro provvedimento), ma c’è da definire invece la spinosa questione delle tariffe professionali, una questione che potrebbe essere demandata ad altri provvedimenti successivi. Tuttavia è già stata licenziata la parte che riguarda i notai, con l’introduzione di concorsi in tempi certi e che dal 2015 diventeranno annuali.

I “professionisti” sembrano avere la meglio, vedendosi accolta la maggior parte delle richieste: in particolare, salta l’obbligo del preventivo in forma scritta, e l’illecito disciplinare qualora non si rispettino le norme sul preventivo ora di massima. Per le società tra professionisti, si prevede che gli stessi abbiano almeno i due terzi. Ancora, il compenso del cliente al professionista dovrà essere pattuito, ma sarà necessario un preventivo di massima.  Nuove regola anche per i tirocinanti, ai quali sarà riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo i primi sei mesi di tirocinio. I tribunali delle imprese saranno invece 20: 12 già esistenti e 8 nuovi (di cui 2 nella sola Lombardia). Raddoppia il contributo unificato per finanziare le strutture. Non si dovrà pagare alcun compenso al notaio per aprire una Srl semplificata, e su questo vigilerà il Consiglio nazionale del notariato. Potrebbe anche cambiare il meccanismo di remunerazione delle rete elettrica gestita da Terna. Infine, ancora da sciogliere le riserve sulla parte che riguarda il mono o plurimandatario per le assicurazioni.


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