LA PREMESSA

Ottawa, 20 febbraio 2012

Il Governo canadese ha minacciato un serio intervento in merito alle proprie leggi regolamentatrici delle importazioni di merci dall’Europa, se quest’ultima avesse varato una normativa penalizzante contro il petrolio estratto dalle sabbie bituminose, proveniente dal Nord America.


Questa tipologia di petrolio risulta, dal punto di vista ambientale, più nociva rispetto al classico petrolio grezzo, ed in effetti i documenti europei contro le sabbie bituminose erano emersi dopo una formale richiesta, messa in atto dalla nota organizzazione ambientalista Transport and Environment. La documentazione era stata però rilasciata in una versione significativamente censurata da N. Diamandouros, mediatore europeo nella trattativa commerciale con il Canada. Il Diamandouros aveva difatti affermato che la diffusione dei documenti integrali suggeriti da Transport and Environment “avrebbe potuto danneggiare seriamente i colloqui commerciali in corso tra Europa e Canada, in atto dal 2009 “.

IL FATTO

Bruxelles, 23 Febbraio 2012

Il rappresentante del Governo italiano si è schierato (durante il voto in un Comitato tecnico UE ) contro la proposta della Commissione europea che fissava i criteri di qualità per i carburanti fossili ed avrebbe favorito l’arrivo, sul mercato dell’Unione Europea, solamente di quelli con le minori emissioni di carbonio (escludendo, dunque, il petrolio ottenuto dalle sabbie bituminose, come quello canadese e nordamericano ). Votando contro le proposte ecologiche del relativo Comitato tecnico dell’UE, l’Italia (e qualcuno sta accusando il recente governo Monti di avere perso importanti colpi sul fronte dell’ambiente!) ha uniformato il proprio pronunciamento a quello di Spagna, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania.

Sul fronte opposto fronte, si sono schierati i rappresentanti di Austria, Grecia, Romania, Slovenia, Svezia, Finlandia, Lussemburgo, Malta, Lettonia, Danimarca, Irlanda e Slovacchia.

Belgio, Francia, Germania, Olanda, Gran Bretagna, Portogallo e Cipro si sono invece astenuti dalla votazione in oggetto. Non essendo stata raggiunta la prevista maggioranza qualificata di 255 voti (né a favore della mozione in questione, né contro di essa ), la proposta passerà, adesso, dal Comitato tecnico al Consiglio UE, dove verrà votata (probabilmente nel giugno prossimo) dai singoli ministri dell’ambiente degli Stati dell’Unione.

Secondo le regole della cosiddetta “comitologia“, se neanche in Consiglio dovesse raggiungersi la maggioranza qualificata degli aventi diritto al voto (favorevole o contraria ), la proposta potrebbe venire adottata direttamente dalla Commissione. Le organizzazioni ambientaliste nel frattempo continuano la battaglia. Mentre, dal canto mio, mi permetterei di scomodare il grande Manzoni, adoperando una sua nota frase per il giudizio sull’attuale politica ambientale del nostro Governo: “Ai posteri l’ardua sentenza!


CONDIVIDI
Articolo precedenteSemplificazioni fiscali al via. Il testo del decreto legge
Articolo successivoNon lasciamo morire i cigni

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here