Anche nelle aule giudiziarie italiane le donne islamiche possono indossare il velo, secondo quanto prevede la propria tradizione religiosa.

A deciderlo, il Consiglio Superiore della Magistratura che questa mattina, a maggioranza, ha approvato una delibera nella quale si stabilisce che “deve essere garantito il pieno rispetto di quelle condotte che, senza recare turbamento al regolare e corretto svolgimento dell’udienza, costituiscono legittimo esercizio del diritto di professare il proprio culto, anche uniformandosi ai precetti che riguardano l’abbigliamento e altri segni esteriori“.

L’organo di autogoverno della magistratura ha in questo modo risposto al quesito formulato dal Presidente del Tribunale di Torino circa la presunta violazione dell’obbligo di assistere alle udienze a capo scoperto che l’indumento indossato dalle donne islamiche porrebbe in essere.


Nel caso di specie, infatti, lo scorso ottobre, un presidente di sezione aveva invitato, durante un’udienza, un’interprete nominata dal pm e comparsa in aula a capo coperto, ma con il volto ben visibile, a togliersi il velo; quest’ultima tuttavia si era opposta, rinunciando così all’incarico e abbandonando l’aula. Il magistrato aveva subito spiegato che da parte sua non vi era stato alcun intento discriminatorio ma solo il dovere di far rispettare un obbligo di legge.

Nella delibera, l’organo di autogoverno della Magistratura ricorda che l’articolo 19 della Costituzione “sancisce la libertà di professare liberamente e pubblicamente la propria fede religiosa con il solo limite della contrarietà della condotta al buon costume” e individua “un valore di rilevanza primaria al quale deve conformarsi anche l’esercizio delle prerogative di direzione e di organizzazione dell’udienza riconosciute al giudice e quello della facolta’ del dirigente di impartire eventuali, piu’ generali direttive, per l’utenza dell’ufficio giudiziario“.

La delibera, scritta dai laici Guido Calvi e Annibale Marini, della sesta commissione, e’ stata approvata in plenum con con 19 voti a favore e 4 astenuti.


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1 COOMENTO

  1. Perché illustrare l’articoletto con un’immagine fuorviante, che trae in inganno il lettore frettoloso che si fermasse al titolo? La delibera riguarda il velo: “capo coperto, ma con il volto ben visibile” (come lo portano anche le suore cattoliche), e non il “nicab” rappresentato nella foto. Solo pigrizia?

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