Sono entrate in vigore il 6 gennaio 2012 le nuove regole per il sistema elettronico per la tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi (SISTRI) voluto dal Ministero dell’Ambiente. A modificare il Testo unico sul SISTRI (Decreto Ministeriale 52/2011) è il decreto del ministero dell’Ambiente 219/2011 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 4 del 5 gennaio, che, tra le altre cose, sostituisce gli allegati IA (procedura d’iscrizione), IB (installazione black box), II (contributi) e III (schede SISTRI).

L’obiettivo è di rendere l’applicazione del SISTRI più semplice per le imprese, per poter dare finalmente l’avvio ufficiale – ora fissato al 2 aprile 2012 – ad un sistema che finora ha creato solo scontento tra imprese e operatori della filiera.

Dispositivi Usb e Delegato


Viene meglio definito il concetto di “unità locale” (UL), aggiungendone uno nuovo: l’unità operativa (UO), utili per comprendere quanti dispositivi Usb siano necessari per ciascun operatore. Questi dovranno essere custoditi dall’impresa obbligata al SISTRI, così da alleggerire il carico di responsabilità del delegato. Quest’ultimo rimane titolare della firma elettronica ma «risponde solo del corretto inserimento nelle schede SISTRI dei dati ricevuti», non della loro veridicità.

Dispositivo Usb per l’interoperabilità

Tra le principali novità del nuovo Testo unico sul SISTRI c’è il dispositivo Usb per l’interoperabilità tra SISTRI e software gestionali delle imprese, purché questo sia stato accreditato in base al Dlgs 82/2005. Le imprese sono chiamate a dichiarare il luogo nel quale viene custodito il dispositivo Usb per l’interoperabilità ed ogni sua eventuale variazione.

Cessazione dell’attività e altri cambiamenti

In caso di sospensione o cessazione dell’attività o chiusura di una unità locale, l’impresa deve darne comunicazione scritta al SISTRI entro 72 ore dalla data di comunicazione al Registro delle imprese, oltre a restituire i dispositivi Usb per mezzo di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

In generale per ogni cambiamento, come quello di titolarità, è necessario accedere all’area «Gestione Aziende»  del portale  SISTRI  e inviare una  copia  degli  atti  che  hanno  comportato  tali modifiche e della richiesta di iscrizione degli atti presso il  Registro  delle  Imprese.

 


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1 COOMENTO

  1. L’ennesimo buco nell’acqua, zaffata di fumo in faccia che non risponde a tutte le
    domande specifiche delle aziende, un provvedimento chilometrico che necessiterebbe magari di un testo integrato che abroghi tutti i decretini precedenti….un accanimento
    terapeutico a danni dell’ambiente e dell’amministrazione della giustizia in materia…un piccolo esempio per fare capire ai non addentro: un’azienda modifica il ciclo produttivo
    e non produce più rifiuti pericolosi, mantenendosi al di sotto dei 10 dipendenti…deve
    dare fallimento alla Camera di Commercio per potere avere diritto alla cancellazione
    dal Sistri…uno stato di cose da choc anafilattico nell’ansia di incrociare informazioni
    per scoprire gli eco malfattori…con un inconveniente…l’eco malfattore di principio non
    si iscriverebbe mai al Sistri! E tutta la problematica relativa alla gestione compatibile
    di hardware e software (virus, furto di dati,phishing…)…per fare un dispetto al vicino
    di casa barbogio niente di meglio che iscriverlo al Sistri in tutte le categorie!
    Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta…

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