Entro il mese di gennaio prossimo il pacchetto complessivo di provvedimenti per lo sviluppo e la crescita dell’Italia.
E’ questo l’obiettivo del governo indicato dallo stesso presidente del Consiglio, Mario Monti, durante la riunione dell’esecutivo che si e’ tenuto ieri pomeriggio e nel quale ci sarebbe stato un giro d’orizzonte di tutti i ministri rispetto alle specifiche competenze. “All’inizio dei lavori, il Presidente Monti ha illustrato ai Ministri i punti salienti del programma di lavoro da lui previsto per le prossime riunioni del Consiglio dei Ministri.
Dopo un ampio dibattito, il Consiglio ha unanimemente condiviso quanto proposto dal Presidente”. Così recita laconicamente il comunicato conclusivo della riunione, l’ultima dell’anno. Ma le indiscrezioni trapelano circa i contenuti delle tre ore dell’incontro. Intanto già oggi Monti dovrebbe anticipare qualcosa sulle misure allo studio. Quasi tutti i componenti dell’esecutivo hanno lasciato la riunione senza neanche sfiorare i cronisti. Ma un’indicazione di metodo e’ stata data dal ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, il quale lasciando palazzo Chigi ha detto: “Domani (oggi, ndr) saremo tutti ad ascoltare Monti, sara’ interessante sentire la lettura che dara’ dell’azione di governo e della prospettiva”.
Un prima via libera sul pacchetto delle liberalizzazioni dovrebbe avvenire gia’ la settimana prossima, intorno al 3 o 4 gennaio, data in cui è programmato un altro Consiglio dei ministri.
Si partira’ dai settori rimasti fuori dalla manovra: trasporti pubblici, servizi postali, taxi e farmacie.
Il premier ieri con i membri dell’esecutivo e’ tornato sulla necessita’ di puntare sulla crescita e sullo sviluppo, ma ha insistito anche sull’importanza di ridurre le spese. Ragionamento ripetuto anche al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, nell’incontro tenutosi a palazzo Chigi. La situazione e’ difficile, non ci sono soldi, bisogna contenere i costi, ha spiegato il presidente del Consiglio. Anche il responsabile dello Sviluppo, Corrado Passera in Consiglio dei ministri ha sottolineato la mancanza di risorse e l’importanza di puntare su un piano di spending review per dare un’ulteriore stretta.
A breve sara’ convocata una riunione del Cipe per sbloccare fondi per le infrastrutture. Si punta molto sul project financing, sul piano per il sud e anche sulla riforma degli ammortizzatori sociali. L’imperativo, pero’, e’ non allentare l’attenzione sulla tenuta dei conti e quindi e’ assolutamente necessario contenere le spese. Ma se è vero che il premier vorrebbe il via libera entro gennaio, è altrettanto vero che egli dovra’ confrontarsi con le forze politiche.
Il Pd ha giudicato positivamente il risultato di ieri dell’asta sui titoli ritenuto la dimostrazione che si e’ imboccata la strada giusta. Piu’ cauto il giudizio del Pdl che ha manifestato la propria contrarieta’ su un pacchetto di liberalizzazioni che coinvolga solo alcune categorie, come per esempio quella dei tassisti e dei farmacisti. Mentre Silvio Berlusconi continua a manifestare perplessita’ per la mancanza di provvedimenti sulla crescita. E anche la riforma sul catasto che il governo ha intenzione di varare sarebbe stata accolta dall’ex premier con molta freddezza.
E circa i tasselli su cui costruire la fase 2 del governo Monti, ieri uno spunto interessante è giunto dall’esponente del Pd Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera “Tra gli obiettivi della fase 2 del governo Monti il Partito Democratico chiede il via libera all’accordo con la Svizzera in materia di lotta all’evasione fiscale, un’intesa simile a quelle siglate da Germania e Gran Bretagna con il governo di Berna. Per noi questa e’ una via praticabile e giusta – abbiamo per primi sollevato il problema con diverse iniziative parlamentari – anche se recentemente il ministro Giarda ha sostenuto alla Camera che la questione e’ piuttosto complicata e non facilmente attuabile. Noi ripresenteremo un’analoga richiesta al governo subito dopo la pausa natalizia con una nuova interpellanza perche’ abbiamo ritenuto quella posizione frutto di una risposta affrettata da parte degli uffici. La materia merita un serio approfondimento e una nuova valutazione da parte del governo che secondo il Pd deve inserire l’accordo con la Svizzera tra gli obiettivi della fase 2″.

Giuseppe Manfredi


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