La manovra Monti ottiene la fiducia anche al Senato. 257 i voti favorevoli, 41 i contrari e nessun astenuto. Il decreto diventerà legge dopo la firma del capo dello Stato e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Hanno votato no alla fiducia i senatori della Lega, dell’Idv e della Svp, a favore Pdl, Pd, Terzo Polo, Udc, Misto, Coesione nazionale-Io Sud.

Rispetto alla fiducia ottenuta in Senato il 17 novembre, la manovra fa perdere al Governo 24 voti.

Mario Monti porta a casa dunque il risultato e lancia la “fase due”, quella delle riforme strutturali, sollecitata da molti senatori all’esecutivo durante la discussione che precede il responso finale. Il premier assicura che il decreto «è di estrema urgenza» e che questo passaggio «consentirà all’Italia di andare a testa alta in Europa», ma soprattutto sprona i cittadini ad avere fiducia. «È essenziale che gli italiani sottoscrivano Bot e BTp». Quindi promette che sulle liberalizzazioni ci saranno «azioni coraggiose».


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