Queen's Bench Division, 27 ottobre 2009
Parti: Karim v Newsquest Media Group Ltd.

FATTO

Il caso riguarda un articolo pubblicato da un giornale on-line a proposito di un avvocato che era stato radiato per aver utilizzato il denaro dei clienti per acquistare un orologio Rolex e finanziare festini a base di alcool ed escort.


In calce all’articolo v’era la possibilità, com’è frequentemente nei giornali on-line, di commentare la notizia. Alcuni utenti riportavano altri aneddoti relativi all’avvocato, ritenuti diffamatori da quest’ultimo, il quale decideva di agire in giudizio contro l’editore del giornale on-line, senza inviare prima alcuna notifica.

Non appena l’atto di citazione era notificato al convenuto, quest’ultimo provvedeva a rimuovere immediatamente (il giorno stesso) i commenti ritenuti diffamatori.

Nelle proprie difese, il convenuto eccepiva che le affermazioni erano talmente volgari ed offensive da non poter essere prese seriamente in considerazione dagli altri utenti della pagina: trattandosi di un mere vulgar abuse, non vi sarebbe, quindi, diffamazione.

In secondo luogo, richiamava il par. 19 della legge inglese di recepimento della direttiva sul commercio elettronico, che prevede un’esenzione di responsabilità per i soggetti che svolgono un servizio di hosting.

DECISIONE

La Corte ha affermato che i giornali on-line possono beneficiare delle esenzioni previste in materia di hosting dalla direttiva sul commercio elettronico (e dalla legge inglese di recepimento) nei confronti dei commenti degli utenti.

Pertanto, secondo la ratio decidendi di questo caso, gli ISP non sono responsabili per i contenuti pubblicati, nella sezione commenti, dai propri lettori a condizione che rimuovano i commenti appena informati del loro contenuto potenzialmente diffamatorio.

Queste, in sintesi, le motivazioni della Corte: “It is true that regulation 19 has an application only to damages or any other pecuniary remedy; it would not necessarily be relevant to claim for an injunction, but that is a theoretical matter only so far as this claim is concerned. There is no threat of repeated publication and that does not arise for present purposes.

So it seems to me in those circumstances that the Defendant is entitled to rely upon that defence. I can therefore conclude, both in relation to the original article itself, for the reasons I have already addressed, and in relation to the comments made by the users, that the Claimant is unlikely to succeed. In applying that test I bear in mind of course what was said by the Court of Appeal in Alexander v the Arts Council of Wales [2001] 1 WLR 1840. That is to say, there is no realistic prospect of the Claimant succeeding on either of his claims and a jury would indeed be perverse if they were to uphold either of them. Of course, as a matter of fact, the regulation 19 defence would be considered by the judge rather than the jury, but I am quite satisfied that in any event the test for summary judgment has been achieved in the light of the evidence and submissions before me and, therefore, I will accede to the application”.

Il testo integrale della decisione è qui


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