Alla riforma dell’avvocatura si proceda con legge e non con regolamento, attesa la sua rilevanza costituzionale.

Lo chiede il Parlamento, presentando un emendamento all’articolo 33 della Manovra Monti, che esclude l’abolizione degli ordinamenti professionali, circoscrivendola alle sole norme in contrasto con i principi di liberalizzazione.

Il Consiglio Nazionale Forense plaude alla proposta di modifica dell’articolo 33 del decreto Monti, pur considerandola un atto dovuto del legislatore per evitare le conseguenze disastrose e senza senso di una abrogazione tout court degli ordinamenti professionali.


Un atto dovuto, si legge in un comunicato stampa del CNF, che però è insufficiente e non risolve le ben più gravi mancanze di una legislazione superficiale e tecnicamente sbagliata, che pretenderebbe di disciplinare l’ordinamento forense con un regolamento dello Stato e non con legge.

Per il Cnf, infatti, l’aver delegificato le norme in materia di ordinamenti professionali, anche quelli che coinvolgono i diritti dei cittadini, è una palese violazione della Costituzione.

Nel merito, il Cnf ancora una volta ribadisce che tali principi sono già contenuti nella propria proposta di riforma, condivisa dall’avvocatura, ferma da due anni in parlamento.

Sorprende, rileva il Cnf, il ripensamento su attività certo non di rilievo costituzionale mentre sulle professioni, e sull’avvocatura a cui spetta la funzione della difesa dei diritti dei cittadini, in particolare, si interviene in spregio della correttezza costituzionale, in nome di una inesistente connessione tra crisi economica, crisi della giustizia e avvocatura.


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5 COMMENTI

  1. Salve,
    sarebbe pleonastico ribadire ciò che hanno scritto nei precedenti post, che condivido integralmente. MA voi AVVOCATI convinti del vostro sapere, cosa temete???
    Parlate di legge, legalità, deontologia…. ma non prendiamoci in giro! Avete paura della concorrenza o temete di dover perentoriamente sborsare gli stipendi che per anni sono stati tolti ai giovani laureati, senza riconoscimento alcuno del lavoro svolto?
    A tutt’oggi tutti i giovani laureati dobbiamo ringraziare solo i nostri genitori che hanno fatto tantissimi sacrifici anche per la realizzazione professionale e soprattutto cercano costantemente, con i loro sforzi immani, di abbattere quelle barriere “castali” che eticchettano un uomo e che contestualmente ne denigrano un altro.
    La liberalizzazione, ritengo, sia la reale selezione del mercato. La liberalizzazione è lo strumento dell’uguaglianza. “La paura di un concorrente è l’incertezza del proprio essere.”

  2. ciao Andrea,
    purtroppo ad oggi l’esame è la cristallizazione stessa di ” casta”. esami su esami all’università, pratica non retribuita ( cristallizzazione stessa di schiavitu’ legalizzata) e poi anche l’esame di stato che certifica che tu possa essere idoneo a svolgere la professione(??)!!l’esame di conseguenza , senza troppi giri di parole, ! andrebbe eliminato e poi….. è naturale che entri in un mercato dove le sole capacità meritocratiche ti permettono di lavorare. Quindi quale paura avrebbero “i capi dei capi” nel rendere la vità piu’ facile a noi giovani che di già paghiamo il prezzo di malgoverni da anni e anni di “magna magna” , quali problemi avrebbero se si mantenesse la schiavitu’ legalizzata per 2 anni e poi essere finalmente professionisti….a cosa serve allora ‘università e il praticantato….a prepararti all’esame???e nel caso ti bocciano( come spesso capita) devi attendere un altro anno ( magari facendo il cameriere….per pochi mesi e poi chiedere la disoccupazione??? nel mentre fai da semi segretario non retribuito??)
    Basta con questi giochi di potere…siamo stanchi…siamo di continuo il prezzo da pagare…siamo la “!merce” su cui giocano i poteri forti….BASTA!!! Vogliamo avere anceh noi un minuimo di dignità sociale!!! Leviamo queste barriere una volta per tutte….
    liberalizziamo cio’ che che è casta per non parlare di giudici, notai, ecc.ecc…..
    scusate lo sfogo!

  3. Caro Andrea,
    concordo in pieno con ciò che hai scritto. Ho appena terminato le prove scritte ed ho constatato la totale inutilità dell’esame. Cari Avvocati temete a tal punto la concorrenza di noi massa d’asini?? E’ incredibile, dopo 5 anni di università e 2 anni di pratica ritengono necessario controllare se riusciamo ad aprire dei codici..per non parlare dell’orale!!! Consideriamo uno sventurato medio: studia quasi a memoria per mesi materie già sostenute durante gli studi universitari e poi, quando finalmente si reca a sostenere l’esame, la domanda che gli viene posta è “mi parli del testamento sull’aereo”..!!!!!!!!!!!!! MI PARLI DEL TESTAMENTO SULL’AEREO??????????? Ma che domanda è?!?! Dalla risposta a questa domanda reputate di poter appurare se una persona è idonea a svolgere la professione di avvocato??? Tuttavia, per fortuna, non tutte le interrogazioni sono così. Ad alcuni la prima domanda è stata “mi parli di un argomento a piacere”.. credo che questa domanda sia stata proposta anche a me, all’esame di terza media…forse a quest’ultimi “fortunati” sarebbe meglio far passare l’esame chiedendogli esclusivamente di dire per esteso nome e cognome.
    Credo che quando si decise di far svolgere un esame di stato per l’accesso ad alcune professioni l’intento non fosse quello di creare una barriera per limitare il numero dei potenziali concorrenti e per agevolare gli amici di amici..ma io non sono un avvocato, quindi molto probabilmente la mia interpretazione della legge è errata.

  4. E semplicemente VERGOGNOSO il meccanismo di accesso alla professione di avvocato esistente in Italia. L’esame è un mero SBARRAMENTO NUMERICO. Non vi alcuna prova che gli elaborati vengano letti: 1. Gli elaborati rimangono “illibati” poichè a tergo vengono apposti solo striminziti giudizi di massima ( identici per genere…) , 2. Non giova inquadrare correttamente la fattispecie ma solo “utilizzare un linguaggio tecnico-giuridico idoneo ( ? ) come dire ad un medico che l’importante non è centrare la diagnosi ma elencare i sintomi che determinano l’utilizzo di un farmaco piuttosto che l’altro. 3. La giurisprudenza utile allo svolgimento delle tracce d’esame è SEMPRE contenuta nell’ultima versione dei codici commentati da portare all’esame. ( ogni codice costa dai 90 ai 120 € e ne devi comprare almeno 6 ! e l’anno successivo li butti nel cesso ! ). 4. Per 2-3 anni sei schiavo-praticante presso lo studio di qualche avvocato, che appartiene alla categoria che ti giudicherà in sede d’esame e che NON HA alcun interesse a fartelo superare ( ..sarebbe come se il rilascio delle licenze da taxista venissero rilasciate dai taxsisti già in attività !!!). 5. Quando lavori ( gratis ) in uno studio ti fanno partecipare alle udienze al posto loro, scrivere atti, lettere, ricorsi, decreti ingiuntivi con conseguente emissione di note spese salate che riscuoteranno loro. Quindi, finchè sei a Studio lavori gratis, gli fai guadagnare soldi e sei bravo, ma quando vai a sostenere un’esame TI SEGANO perchè improvvisamente sei diventato un SOMARO. 6. L’esame si svolge generalmente a metà dicembre ma i risultati degli scritti li vedrai a GIUGNO e se superi gli scritti ( estratto tra quelli che leggono e correggono, miracolato o fortuna marcia, o estratto a sorte ..) l’orale dovrai farlo da SETTEMBRE A GENNAIO ( perchè sti avvocati sono impegnati …). 7. Se ti tocca dare l’orale dopo il 10 novembre ALLORA DEVI ISCRIVERTI NUOVAMENTE ALL’ESAME ( termine 10 novembre ) perchè se ti bocciano all’orale allora DEVI RICOMINCIARE DA CAPO E RIDARE ANCHE LO SCRITTO E SE NON TI SEI RI-ISCRITTO PER PRECAUZIONE SALTI UN ANNO. !!. Queste solo alcune delle considerazioni. Posto che se superi l’esame dovrai lo Stato non ti da lo stipendio ( come ad un giudice..) ma te lo devi guadagnare nel mercato concorerrenziale,,,qualcuno mi spiega perchè l’accesso alla professione di Medico, Architetto, Ingegnere sono una MERA proforma mentre quello di Avvocato assomiglia ad una roulette russa ?. UNO SCHIFO.

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