I parlamentari europei, nei giorni scorsi, si sono impegnati a dichiarare, pubblicamente e online, ogni attività professionale svolta nei tre anni precedenti l’elezione, così come l’appartenenza a qualsiasi consiglio aziendale, ONG e/o associazione durante tale periodo e nel corso del loro mandato.

A comunicare al Parlamento ed a consentire la pubblicazione online delle informazioni relative a qualsiasi attività remunerata intrapresa durante la durata del mandato, tra cui la stesura, la formulazione di pareri e consigli forniti come esperti, anche se occasionale, se comporta compensi superiori ai 5.000 euro l’anno.

I sostegni finanziari di qualsiasi natura ed ogni genere di interesse che potrebbe causare un conflitto d’interessi dovranno essere resi pubblici e in caso di mancato adempimento, il deputato non sarà più idoneo a ricoprire cariche in seno al Parlamento.


Ogni regalo o beneficio di valore superiore a €150 donato a un deputato durante l’esecuzione del suo mandato dovrà essere rifiutato o, se accettato nelle vesti di rappresentante ufficiale del Parlamento, dovrà essere trasmesso al Presidente del Parlamento.

Il rimborso dei costi diretti, ossia le spese per l’alloggio, il viaggio e il sostentamento, non sarà considerato un dono, nel solo caso in cui si partecipi a un evento in seguito a un invito ufficiale.

Gli ex deputati che inizino a lavorare come lobbisti in un campo direttamente collegato all’azione dell’Unione europea, non potranno beneficiare delle strutture diversamente previste, durante il periodo in cui svolgono tale attività.

Sono queste alcune delle principali regole che i deputati europei si sono dati attraverso una modifica del regolamento parlamentare.

Si tratta di regole che nell’Italia che vorrei – specie in un momento in cui si chiedono al Paese enormi sacrifici e grande fiducia – anche i Parlamentari italiani dovrebbero darsi.

Qui il testo del disegno di legge ispirato al regolamento approvato al Parlamento europeo.


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2 COMMENTI

  1. […] trovate le istruzioni per partecipare all’iniziativa e qui un primo esempio, dell’Italia che io […]

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