Necessario valutare i possibili oneri derivanti dalla gestione del passaggio delle funzioni e del personale delle province ai comuni.

Lo sottolinea l’Ufficio Studi della Camera in un dossier preparato in merito al decreto legge 201 del 2011.

Si segnala che nella valutazione degli effetti di risparmio, valutabili solo a consuntivo – si legge nel dossier – sarebbe necessario considerare i possibili profili onerosi connessi alla gestione del passaggio delle funzioni, delle risorse umane, strumentali e finanziarie delle province ai comuni“.


In particolare, si fa notare, “in ordine al trasferimento del personale dalle province oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica potrebbe derivare da un diverso inquadramento economico-giuridico di detto personale“. Si segnala inoltre “la necessita’ di disciplinare le modalita’ per conseguire gli effetti di risparmio che il patto di stabilita’ attualmente ascrive alle province“.

La norma, spiegano i tecnici, “non dispone infatti in merito a eventuali modifiche da apportare ai vincoli finanziari sugli enti subentranti nello svolgimento delle funzioni delle province e destinatari delle corrispondenti risorse finanziarie, al fine di mantenere inalterato l’ammontare complessivo dei risparmi attesi dal comparto delle amministrazioni locali“.

Intanto arriva disco verde ma con condizioni, alla Manovra Monti, dalla Commissione Affari costituzionali della Camera, che punta la sua attenzione anche sulle previsioni che riguardano il sistema delle province.

Vengano definite con legge tutte le modalità elettorali che riguardano gli incarichi elettivi, si legge in sostanza nel parere, perche’ con decreto non si può fare.

Serve una norma transitoria che tenga conto del fatto che ben sette sono le Province (Vicenza, Ancona, Ragusa, Como, Belluno, Genova e La Spezia) che fra aprile e giugno 2012 andranno al voto per scadenza naturale, visto che il DL stabilisce che entro il 30 aprile 2012 vengono trasferite ai comuni le funzioni conferite alle province.

Non solo, per la I Commissione della Camera é necessario modificare, togliendo l’aggettivo ‘politico‘, il passaggio in cui si stabilisce che alla Provincia spettano le funzioni “di coordinamento e di indirizzo politico dei comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale“.

Infine, quanto alla “gratuità delle cariche elettive di enti territoriali non previsti dalla costituzione, come i municipi delle grandi citta‘”, l’indicazione della Commissione e’ che la previsione vada applicata solo a partire dal momento del rinnovo degli enti.

Fortunato Laurendi


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