Addio Monti, le province sopprimende vanno in cielo; enti inuguali, noti a chi é cresciuto tra voi, e impressi nella sua mente, ma meno a chi vellica i populismi più familiari e invocano l’abolizione, plaudenti, dé quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; dipendenti sparsi e sbigottiti nell’incertezza, come branchi di pecore pascenti; addio!


2 COMMENTI

  1. A Luigi Olivieri per il divertente “PARAFRASANDO MANZONI”. Segnalo un refuso (sperando che sia tale!): dé (monti) va scritto “de’ ” in quanto l’apostrofo indica la troncatura della parola “dei”. Ad majora!

  2. Anche a me è venuta voglia di parafrasare Manzoni:

    «Costui (il governo Monti), da una sua finestrina che dominava un cortiletto di quel
    quartiere (la Penisola), avendo veduta Gertrude (la Nazione) qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall’empietà dell’impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso (alle Camere). La sventurata (Italia) rispose».

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