Lunedì cruciale per il Governo Monti.

Il Presidente del Consiglio, dopo il Consiglio dei Ministri che adotterà i previsti provvedimenti urgenti in materia di politica economica, si recherà alla Camera (alle 16) e al Senato (alle 18) per dare un’informativa urgente del Governo riguardo agli atti appena adottati.

L’iter parlamentare inizierà alla Camera, dove il provvedimento sarà in commissione nella settimana che va dal 5 al 10 dicembre per poi approdare in Aula dal 13 dicembre.


Lo ha comunicato la presidente di turno Bindi, aggiungendo che l’Aula esaminerà il decreto legge ‘‘martedi’ 13, mercoledi’ 14, giovedi’ 16 e sabato 17 dicembre, mattina e pomeriggio, con eventuali sedute notturne”.

 


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4 COMMENTI

  1. La posizione del Partito Demagogico Italiano sull’articolo 18.
    Perché la posizione della C.G.I.L. è assolutamente demagogica.

    La proposta del Governo Monti per riformare l’articolo 18 prevede una maggiore tutela dei lavoratori rispetto ai licenziamenti che possono avvenire per motivi discriminatori e in quest’ambito costituisce senz’altro un passo avanti rispetto alla legislazione attuale, estendendo le tutele anche ai lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti; opta per affidare al giudice la decisione che dovrebbe stabilire se un licenziamento che sia avvenuto per motivi disciplinari può essere giustificato, oppure se il lavoratore debba essere reintegrato, come è giusto che sia e come avviene già nella maggior parte dei paesi europei; per quanto riguarda invece i licenziamenti per motivi economici introduce il principio che questi possano essere ritenuti legittimi, pur prevedendo un’indennità per i lavoratori che può arrivare sino a 27 mensilità. La presa di posizione di netto rifiuto da parte della C.G.I.L si configura in questo contesto come una decisione assolutamente demagogica. Per rendersene conto basta porsi alcuni interrogativi e cercare di rispondervi in maniera intellettualmente onesta.
    Immaginiamo alcuni casi tipici.
    Primo caso: un’industria italiana sta andando piuttosto bene, riceve da circa un anno un buon quantitativo di ordinativi e avrebbe buone ragioni per incrementare la propria produzione anche assumendo nuovi operai. Mettiamoci nei panni dell’industriale in questione: in presenza dell’articolo 18 qual è attualmente, dovrebbe assumere questi operai pur non avendo alcuna garanzia che la quantità degli ordinativi continui a procedere sui buoni livelli attuali anche negli anni venturi? E se fra un anno dovessero diminuire e lui non potesse più affrontare i costi che ha potuto sopportare nei momenti migliori, trovandosi nella situazione di non poter licenziare per motivi economici? Cosa faremmo nei suoi panni? Assumeremmo i nuovi operai quanto il mercato tira, o preferiremmo rinunciare ora a qualche ordinativo pur di non correre il rischio di trovarci fra un anno a dover affrontare delle spese insostenibili?
    Secondo caso: un’impresa estera ha scelto di fare degli investimenti industriali in un paese europeo. Mettiamoci nei suoi panni: opteremmo per investire in un paese dove è in vigore un articolo 18 come quello che è attualmente in vigore in Italia, sottoponendoci così a tutti i rischi previsti dal caso primo, oppure preferiremmo investire in un paese dove esiste un articolo 18 modificato così come vorrebbe modificarlo il governo Monti?
    Terzo caso: un’azienda operante in Italia si trova in un periodo di crisi e poiché non intravede ragioni per poter sperare in un miglioramento della situazione decide di ridurre la produzione in maniera proporzionale alla diminuzione dei suoi ordinativi. Tuttavia, per l’articolo 18 non può farlo. Cosa allora deciderà di fare: di continuare a perdere soldi fino al fallimento completo e a un sovraccarico d’indebitamento, o chiudere in anticipo la fabbrica e reinvestire al più presto in un altro paese, la cui legislazione sul lavoro non esponga gli investitori ad analoghi rischi?
    In tutti e tre i casi mi pare che le risposte siano abbastanza chiare e scontate. Il volerne ignorare le motivazioni del tutto ragionevoli significa purtroppo anche che non si vuole tener conto del danno enorme che la legislazione attuale procura ai lavoratori italiani,come il terzo caso illustra con sufficiente chiarezza. Il P. D. I., ovvero il Partito Demagogico Italiano (di cui fanno parte la Lega Nord, l’Italia dei Valori, La Sen e La C.G.I.L.) non si fa scrupoli nel cavalcare motivazioni che in apparenza tengono conto degli interessi dei lavoratori italiani. In realtà, con la loro opposizione alla proposta del Governo Monti, creano le premesse per una disoccupazione crescente in Italia, probabilmente irreversibilmente crescente se la proposta non sarà approvata dal Parlamento. Certo, non è solo con la modifica dell’articolo 18 che si può invertire la tendenza attuale e migliorare le condizioni dei lavoratori in Italia: sono necessarie anche una diminuzione del costo del lavoro, una maggiore celerità dei processi per cause di lavoro (e su questo il governo ha già prodotto iniziative interessanti) e soprattutto sarebbe molto importante che i sindacati capissero che qualsiasi battaglia seria dovrebbe essere portata avanti in un contesto europeo, insieme ai sindacati degli altri lavoratori europei, perché solo in questo modo si possono difendere seriamente e onestamente, cioè non in maniera meramente demagogica e opportunistica, i loro interessi. Un problema interessante che, per esempio, i sindacati europei potrebbero porsi è il seguente: cosa si può fare per evitare che i nostri lavoratori e le nostre imprese subiscano la concorrenza sleale di paesi che non prevedono analoghi diritti per i loro lavoratori consentendo alle imprese di operare in condizioni di sfruttamento che in Europa sarebbero fuori legge?

    Gustavo Micheletti

    http://www.gustavomicheletti.it
    http://www.theparliamentoftheworld.org

  2. Accanimento! si, questo è un mio commento….sintetico.Non voglio fare della retorica,ma a PAGARE ancora una volta sono e saranno lavoratori dipendenti,pensionati,che hanno sempre fatto il loro dovere,pagando alla fonte le tasse.TASSE TASSE TASSE , io di equità non ne vedo! I RICCHI LA FANNO SEMPRE FRANCA.Ma perchè non copiare almeno una volta dagli Americani? dove puoi detrarre le spese che fai,potrebbe essere un valido incentivo a NON EVADERE. L’ITALIA è un grande paese,lo ha dimostrato! ed io ci tengo molto al mio paese,ma ora sono basito e ho paura di quello che verrà.Non ho più fiducia nella casta politica….con PREVILEGI ASTRONOMICI…sono e forse non hanno ancora capito,che sono lontani anni luce dal popolo, è GRAVE. Avere un lavoro è diventato una fortuna….io abito al nord e di industrie ormai ne rimangono pochissime…..sono state delocalizzate e non è vero che ce ne fosse stato BISOGNO. FATE LAVORARE QUESTI ITALIANI CHE DI VOGLIA E DI NECESSITA’ NE HANNO TANTA.Consumi,ma come facciamo se di soldi non ce ne stanno? secondo me è il cane che si morde la coda.Si costruiscono immensi centri commerciali,dove passeggia tantissima gente e basta E BASTA…MA PERCHè FAR PRODURRE FUORI DALL’ITALIA,DOVE DICONO CHE LA MANODOPERA COSTA MENO E POI CERCARE DI VENDERLI A NOI CON PREZZI MOLTO ALTI…..MA ALLORA NON E’ VERO CHE CONVIENE, ALMENO A NOI COSUMATORI!!!!
    Attenzione! il popolo non ne può più.I nostri figli studiano,pensando di avere un futuro,a parte che mandare un ragazzo,per esempio all’università diventa costosissimo,per le nostre tasche.Ultima cosiderazione,sono cosciente che l’ITALIA non deve far precipitare Questa EUROPA,non se lo deve permettere,quindi in piccolissima parte capisco questa manovra Monti,ma è anche vero che non si deve scaricare tutta la colpa,di questa situazione a noi gente comune! perchè non farla pagare a chi ci ha trascinato sul baratro?
    Spero con tutto il cuore che L’ITALIA NE VENGA FUORI….MA LA VEDO DURA.

  3. Il signor Rossi e la “manovra” di Equitalia.

    Il signor Mario Rossi, un pensionato che riscuote poco più di 500 euro di pensione, circa tre anni fa viaggiava sulla sua vettura di modesta cilindrata e un po’ vecchiotta per recarsi a fare la spesa. Sorpreso da un autovelox mentre procedeva ad una velocità di 58 km orari in un tratto in cui il limite era di 50, si è visto arrivare a casa una multa di 190 Euro. Trattandosi di una persona onesta e scrupolosa, abituata a pagare prontamente tasse, multe e canone Rai senza battere ciglio, si è subito recato alla posta per pagare il bollettino allegato. Purtroppo, si è dimenticato di leggere e decifrare quanto la missiva richiedeva, ovvero d’indicare il nome del conducente. Dopo quasi tre anni, si è visto recapitare una multa ulteriore per circa 800 Euro per aver omesso tale indicazione. Non disponendo del denaro sufficiente per pagare la multa, alcuni suoi beni sono stati pignorati.
    Molte persone si sono trovate negli ultimi anni nelle condizioni del signor Rossi, che non si è allarmato più di tanto di fronte la “pacchetto” varato oggi con la legge finanziaria del nuovo governo. I provvedimenti presi oggi sono infatti sembrati a lui e a molti italiani non particolarmente drammatici, o almeno sono parsi nel complesso molto più equi e gestibili rispetto alle tasse indebite che Equitalia fa pagare ai cittadini italiani in maniera arbitraria e senza tener conto in alcun modo del principio di proporzionalità. Le vessazioni a cui Equitalia – alla faccia del suo nome – sottopone molti cittadini rei soltanto di non conoscere bene la legge in merito (ma chi e come li avrebbe informati?) o di non riuscire a decifrare i caratteri minuti delle lettere che vengono loro inviate, non pare suscitare lo sdegno di partiti o sindacati, così come non suscitano analogo sdegno i profitti delle sale giochi, che lo Stato italiano autorizza a “intossicare” col vizio del gioco molte persone di varie età, mandando sul lastrico le rispettive famiglie dei malcapitati, colpevoli solo di una sprovvedutezza della quale lo Stato pare usufruire senza ritegno. Credo che qualsiasi progetto “Salva Italia” dovrebbe prendere provvedimenti in merito a queste ingiustizie burocratiche e a questi trucchi vili per fare cassa sulla spalle dei più poveri e meno accorti.

    Gustavo Micheletti

    http://www.gustavomicheletti.it

  4. Siamo vicini alla guerra civile.
    Tanti forse si toglieranno la vita, perchè non potranno più tenere fede agli impegni familiari.
    Penso che i partiti dopo la manovra in parte scompariranno, rimarrà la Lega e forse il PD e IDV,: Ponzio Pilato appartiene alla storia di 2000 anni addietro.
    Pensate ad esempio a tutti coloro che hanno lasciato il lavoro seppur incentivati per lasciare spazio ai giovani o coloro che sono in cassa integrazione o mobilità fino ad esempio il 2013, che già si sono visti rubare un anno di stipendio/pensione, cosa faranno?
    Non ci voglio proprio pensare. Questa è istigazione a delinguere. Chi ha da pagare, paghi.
    Stiamo molto attenti, se levano il pane ai tuoi figli, non so come puoi reagire.
    Il fatto grave è che la manovra che poteva fare anche un bambino, toglie qualcosa solo ai bisognosi, che tra l’altro non hanno mai potuto mettere niente da parte, mentre i politici e questi nuovi ministri che prendono stipendi da capogiro nella loro attività, si!
    E’ proprio questo il punto: la sensibilità, che questi nuovi ministri raccomandati sicuramente politicamente per occupare posti con stipendi da capogiro non conoscono.
    E poi questi non hanno mai creato un solo posto di lavoro, ma al contrario..
    Vi confesso sono molto sfiduciato. Questa non è una manovra, è soltanto disordine sociale.
    Pensate un pò, tra due tre anni, non ci sarebbe stato più nessuno col metodo retributivo che bisogno c’è di rendere infernale la vita di poche persone.
    Pensate che per ogni 10 aziende che nascono, nove contraggono solo debiti, sono le piccole imprese; eppure “loro danno i soldi sempre alle grandi aziende che pagano il loro amministratore delegato con lo stipendio pari a quello di 1600 impiegati ..
    Non voglio dilungarmi e ringrazio dell’opportunità datami.
    Voglio solo dire a questi “grandi” economisti o forse finanzieri che io so come creare da subito, se fossi contattato 10000 posti di lavoro, con pochissima spesa.
    Michele.

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