Ad Atene, in questi giorni, sono stati mobilitati i reparti anti-sommossa per liberare gli uffici della compagnia elettrica nazionale, occupati dai manifestanti ( organizzati da molteplici sindacati ) contro la nuova tassa supplementare sugli immobili, che il fantasioso governo “ tecnico “ di Lucas Papademos ha aggiunto alle precedenti.

Il suddetto tributo è stato introdotto lo scorso settembre, dietro forti pressioni del Fondo monetario internazionale e dell’Unione europea. L’importo minimo viene addirittura richiesto ai percettori di un reddito inferiore ai 3000 Euro annui ( con esenzione – perlomeno! – dei disoccupati da lungo termine ). Per quanto riguarda, poi, il proprio ammontare, la tassa in questione si presenta piuttosto variabile: dai 50 centesimi a 16 Euro al metro quadro, in base all’utilizzo che si faccia dell’immobile, ma pure in base ad alcuni criteri sociali basati sulle situazioni dei vari contribuenti.

Ciò che ha fatto scattare l’accesa protesta e l’azione di forza dei cittadini ateniesi è stato, oltre al rifiuto “di merito” dell’ulteriore balzello fiscale, la metodologia adoperata, dallo Stato, per la sua esazione. La tassa sugli immobili va infatti pagata direttamente sulla bolletta dell’energia elettrica, di modo che qualsiasi moroso diverrà vittima del distacco della relativa fornitura. Proprio in questi giorni, sarebbero partiti ( e la protesta degli Ateniesi era, appunto, finalizzata a fermarli ) gli avvisi di distacco energetico per il 25% dei contribuenti ellenici.


Ed eccovi, allora, la mia riflessione amara: mi pare proprio che ci troviamo di fronte ad un altro dei molti casi in cui lo Stato si pone in posizione antagonistica anziché di tutela nei confronti del cittadino. Mi sembra, anzi, che in questo contesto la compromissione dei rapporti tra il contribuente e la cosa pubblica abbia raggiunto l’apice del proprio squallore. E’ come se la Storia, in tutti questi secoli, non avesse usufruito di alcun progresso, restando viceversa ferma alle proprie epoche antica e medievale, quando il “tartassato” inadempiente veniva privato – e con la forza! – dei beni essenziali alla propria sopravvivenza. A quel tempo, il feudatario creditore usava, in alcune zone d’Europa, scoperchiarti la casa, per lasciarti in balìa delle intemperie e del freddo. Oggi, per lasciarti ugualmente al freddo ( al fine di farti pagare un tributo ), ti sospendono la fornitura di energia elettrica. Mutatis mutandis, non è cambiato assolutamente niente.


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2 COMMENTI

  1. Guarda guarda, sento aria di famiglia …..
    Ecco, questi sono gli esempi a cui noi ci rivolgiamo oggi!
    Probabilmente uno dei nostri manager di Equitalia avrà fatto un master di specializzazione ad Atene, o viceversa…..
    La verità è che la forza è la caratteristica dei deboli e degli stupidi.
    Mi auguro soltanto che la gente inizi a metabolizzare questo tipo di messaggi e si attrezzi di conseguenza per le prossime elezioni.

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