Primo provvedimento per il governo Monti. Ed enti locali subito in primo piano. Dopo giorni di appelli da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno, il neo presidente del Consiglio Mario Monti venerdì scorso ha rassicurato: “Lunedì (oggi, ndr) ci sarà un cdm per adottare uno schema di decreto legislativo su Roma Capitale”. “Un ottimo annuncio” per il primo cittadino della Capitale che ha aggiunto: “Si tratta di un riconoscimento politico ed istituzionale”.
La decisione arriva peraltro appena in tempo: proprio oggi, infatti, scade il termine per adottare questo secondo ed ultimo decreto, che prevede la riorganizzazione di poteri e competenze fra enti territoriali in materia di valorizzazione dei beni storici e ambientali, sviluppo socio-economico, pianificazione territoriale, edilizia e servizi di protezione civile. “Avere conferma ufficiale di questo impegno è per la nostra città un grande riconoscimento politico e istituzionale. Ringrazio il presidente Monti e il sottosegretario Catricalà che hanno lavorato per questo risultato”, ha sottolineato il sindaco Alemanno una volta appresa la volontà del premier.
Una decisione che ha trovato l`apprezzamento del mondo istituzionale romano: “E’ una buona notizia che il presidente del Consiglio abbia deciso di portare al suo primo Consiglio dei Ministri il secondo decreto su Roma Capitale, superando così i problemi che il testo aveva avuto nel vecchio governo Berlusconi”, ha spiegato il presidente Zinagretti che non ha però mancato di sottolineare: “Speriamo poi che le novità positive non si fermino qui e che con Monti si aprano anche quei livelli di concertazione sul decreto che sono stati completamente assenti in questi tre anni e mezzo”.
Convinto anche l`apprezzamento della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: “L’annuncio del presidente Monti è una buona notizia. Avevo sensibilizzato il sottosegretario Catricalà perché si procedesse all’approvazione del decreto, nella stesura concordata con la Regione Lazio. A Monti e Catricalà – ha aggiunto la presidente – va il nostro ringraziamento per la sensibilità dimostrata”. Ma non mancano le critiche. “Il primo atto che esaminerà il primo Consiglio dei ministri dell`era Monti è un decreto su Roma capitale? Si incomincia davvero malissimo”, afferma il vicepresidente vicario dei deputati della Lega Nord Luciano Dussin. “Visto che l`obiettivo per risanare il Paese è quello di recuperare risorse per fare ripartire i cantieri e le attività economiche – continua Dussin – le due vie per recuperare risorse sono o l`aumento delle tasse o l`avvio immediato del federalismo fiscale e delle spese standard che è in grado di liberare ingenti capitali. Se davvero hanno deciso di incominciare con un decreto su Roma capitale, vuol dire che il Governo Monti è intenzionato a seguire la prima strada, cioè di aumentare le tasse”. Senza la presenza della Lega nel governo “non sono stati sollevati quei problemi e quelle questioni che per tanto tempo hanno rallentato il secondo decreto di Roma capitale”, ha commentato piccato Alemanno. Va ricordato che con il primo decreto, del 17 settembre 2010, la riforma aveva preso il via con il cambio di denominazione: da Comune di Roma a Roma Capitale. Lo stesso testo normativo prevedeva il passaggio da 19 a15 municipi, nonché la diminuzione del numero di consiglieri, da 60 a 48. Una volta che la riforma di Roma Capitale arriverà al termine, con la conversione in legge e la conseguente con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà compito dell`Assemblea Capitolina redigere lo Statuto.

Giuseppe Manfredi


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