Sarà discusso oggi pomeriggio in aula alla Camera il disegno di legge sulle “Norme per la tutela della libertà d’impresa. Statuto delle imprese“. Dopo un iter di quasi due anni, l’esame del testo ha subìto negli ultimi tempi una forte accelerazione con, prima, un ok ricevuto dal Senato,  poi, un rapido passaggio con voto favorevole il 27 ottobre scorso alla Commissione Attività produttive della Camera.

Il provvedimento si propone di  definire lo statuto giuridico delle micro, piccole e medie imprese (nel seguito indicate con l’acronimo MPMI), relativamente alle quali si intendono recepire le indicazioni contenute nello Small Business Act adottato a livello comunitario e attuato con la direttiva del Presidente del Consiglio del  4 maggio 2010, che individua le proposte di intervento in relazione ai dieci principi informatori del documento.

Lo Statuto si propone di:
– sostenere l’avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei giovani e delle donne;
– valorizzare il potenziale di crescita, di produttività e di innovazione delle imprese, con particolare riferimento alle MPMI;
– adeguare l’intervento pubblico alle esigenze delle MPMI.

Tra i principi alla base del provvedimento ci sono:
– la libertà di iniziativa economica e concorrenza;
– la semplificazione burocratica;
-la progressiva riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese;
– il diritto delle imprese all’accesso al credito informato, corretto e non vessatorio;
– e, infine, misure di semplificazione amministrativa.

Tali principi intendono garantire alle imprese condizioni di equità funzionale, operando interventi di tipo perequativo per le aree sottoutilizzate, nel rispetto dei principi fissati dall’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’UE.

Nel testo si enuncia anche il principio della libertà di associazione tra imprese.

Tra le novità introdotte segnaliamo:
– la legittimazione ad agire da parte di associazioni di categoria rappresentate nel sistema delle camere di commercio o nel CNEL sia a tutela di interessi relativi alla generalità degli appartenenti alla categoria professionale, sia a tutela di interessi omogenei relativi solo ad alcuni appartenenti;
–  la disciplina dei rapporti tra imprese e istituzioni, in un’ottica di semplificazione e trasparenza.
– la sostituzione delle certificazioni rilasciate alle imprese da enti autorizzati al posto delle verifiche delle autorità competenti, fatte salve eventuali responsabilità penali, e vengono modificate alcune soglie in materia di contratti pubblici;
–  una maggiore trasparenza per l’informazione relativa agli appalti pubblici d’importo inferiore alle soglie stabilite dall’Unione europea e ai bandi per l’accesso agli incentivi da parte delle MPMI, nonché a favorire l’accesso delle MPMI agli appalti pubblici;
–  la costituzione di consorzio obbligatorio nel settore dei laterizi (COSL).
– diverse misure con cui lo Stato favorisce la ricerca, l’innovazione, l’internazionalizzazione e la capitalizzazione;
-l’ istituzione il Garante per le MPMI, con la finalità, fra l’altro, di monitorare l’impatto dell’attività normativa, anche del Governo e delle regioni, e dei provvedimenti amministrativi sulle MPMI, prevedendo un interscambio tra il Garante e gli enti e le istituzioni interessate, fra cui, principalmente, Parlamento, Governo ed enti territoriali.

Si prevede, quindi, l’emanazione di una “Legge annuale per le MPMI”, al fine di attuare lo Small Business Act. Il provvedimento, da presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno, è volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo e reca, oltre a una o più deleghe, norme di immediata applicazione per favorire e promuovere le MPMI.

Al disegno di legge sarà allegata, oltre a quelle previste dalle disposizioni vigenti, una relazione sullo stato di conformità della normativa vigente in materia di imprese rispetto ai principi ed obiettivi dello Small Business Act; sull’attuazione degli interventi programmati; sulle ulteriori specifiche misure da adottare per favorire la competitività delle MPMI, al fine di garantire l’equo sviluppo delle aree sottoutilizzate.

Il provvedimento, infine, stabilisce che le regioni promuovano la stipula di intese in sede di Conferenza Stato-Regioni per il coordinamento delle competenze normative sugli adempimenti amministrativi delle imprese e per conseguire livelli ulteriori di liberalizzazione dell’attività d’impresa

Commenti positivi dal mondo imprenditoriale
” Dobbiamo dare un segnale di fiducia a milioni di imprenditori” –  ha dichiarato  Sergio Silvestrini, Segretario Generale della Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle Piccole e medie Imprese). “Molti, troppi provvedimenti, oltre allo Statuto delle Imprese, sono fermi in Parlamento. Un lusso che il Paese non può più permettersi. Occorre accelerare la loro approvazione, facendo leva su in rinnovato spirito di confronto e di dialogo fra le forze politiche, che metta in primo piano l’interesse generale”.

“Lo Statuto interviene, fra le altre cose, in materia di semplificazione burocratica, di appalti e di contrasto ai ritardi nei pagamenti. Sono tutti spunti molto  importanti – ha concluso Silvestrini – per cominciare a costruire un contesto legislativo più favorevole e più vicino ai bisogni di tantissimi piccoli imprenditori alle prese ogni giorno con mille difficoltà”.

“Consideriamo l’approvazione da parte del Senato dello Statuto delle Imprese un passaggio politicamente importante per la concreta attuazione, nel nostro Paese, di quel ‘pensare anzitutto in piccolo’, che, come è noto, costituisce il principio fondante dello Small Business Act, cioè della strategia europea per le Pmi.

In Italia, micro, piccole e medie imprese costituiscono larghissima parte del tessuto produttivo. Riconoscere la necessità di politiche ad esse dedicate significa accompagnarne l’impegno quotidiano per la costruzione di sviluppo ed occupazione e stimolarne la crescita”. E’ il commento di Francesco Rivolta, direttore generale di Confcommercio, dopo il passaggio al Senato dello Statuto per le Imprese.

“Un buon punto di partenza – conclude il Francesco Rivolta,- per quanto resta ancora da fare: a partire da un più agevole accesso al credito e dall’accelerazione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, questione purtroppo espunta dal testo approvato”.

Qui il testo del ddl approvato dal senato


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