Riporto un fatto realmente accaduto ad una mia conoscente.

La ragazza e il suo fidanzato, finalmente sistemati (e al giorno d’oggi è una parola grossa) lavorativamente parlando, fidanzati da diversi anni, sempre attenti alla natura (hanno trasformato il giardino della casa dei genitori di lei in un orto botanico), hanno deciso di andare a convivere.

Avendo lei a disposizione un pezzo di terra, hanno preso la decisione di progettarsi una casa seguendo le regole della bioedilizia!


Per questo si sono rivolti a dei progettisti specializzati e hanno speso tempo (andando anche alle relative fiere di settore) e denaro.

Una volta che il progetto è stato delineato, che anche il Comune ha rilasciato i vari pareri preliminari, ovviamente si sono rivolti all’Istituto di Credito (italiano) per il rilascio del mutuo e lì la sorpresa. Poco ha importato che quella banca avesse in deposito i conti correnti della coppia e dell’attività del padre di lei (sempre in attivo), poco o quasi nulla ha contato che la casa in progetto avesse ricevuto l’ok dall’amministrazione comunale e ancor meno che rispettasse tutte le direttive comunitarie in materia di prestazione energetica in edilizia (compresa la direttiva europea 2010/31/Ue che ha per la prima volta introdotto il termine “edifici a energia quasi zero”) e che fosse stato fatto uno studio delle LCA (Life Cicle Assessment) dell’edificio, la banca ha detto: no.

Motivo? “La casa non è un investimento sicuro per come si intende realizzarla!

Dopo un attimo di sconforto i giovani hanno pensato a dove il loro progetto non avrebbe mai trovato ostacoli e… si sono rivolti ad un Istituto di Credito tedesco e… la casa si farà! I lavori inizieranno la prossima primavera!

Sarà un caso, sarà la normalità, ma non può che sorgere spontanea una domanda: quand’è che l’Italia la smetterà di fare il gambero e di camminare all’indietro? Ci chiedono di credere in un futuro eco-sostenibile e poi… ci tarpano le ali!


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9 COMMENTI

  1. Scusate ma dov’è lo scandalo? se una banca non ti fa un prestito … si va da un’altra! solo il 10% degli italiani cambia conto corrente!
    Il problema è tutto lì: se gli italiani non si facessero fregare e non andassero sempre dalla “loro banca” (quella che si conosce o che conosce il papà) ma mettessero in concorrenza gli istituti di credito … le banche sarebbero più pronte a valutare (bene e male !) i clienti potenziali.

    In questo caso i due hanno avuto il mutuo ma non dalla banca che si aspettavano: il loro progetto è stato giudicato meritevole … da chi voleva prendere questo business.

    Non vedo lo scandalo: tutti selezioniamo i nostri clienti! l’artigiano il commerciante e anche la banca.

    Che poi i bancari lavorino spesso male (soprattutto nelle grandi città) siamo d’accordo tutti!!

  2. Senza nomi, senza dati, senza riferimenti precisi l’unico commento che mi viene in mente è: chissenefrega! Mi sembra al massimo una storia con lieto fine, da cui non si impara un granchè (e se la banca italiana fosse stata una oscura CdR di provincia? E se il dirigente che ha deciso fosse un solitario imbecille? Fare di un caso particolare una tendenza generale è ridicolo, per quanto il sistema bancario italiano sia eufemisticamente “poco al passo coi tempi”).
    Regards

  3. A cosa serve l’ennesima lamentela sul sistema italiano che non funziona? Come dive giustamente mj, perché non dita per prima cosa di chi si tratta, qual è questo Istituto di Credito – vogliamo fare subito come in USA e ritirare tutti i nostri soldi da tale Istituto.

  4. Concordo con mj, se vogliamo provare a cambiare qualcosa in questo “paese per vecchi” è venuto il momento di fare nomi e cognomi, per superare il qualunquismo del “sono tutti uguali” e iniziare a premiare chi dimostra nei fatti di essere diverso

  5. E’ tutto normale nel “libero” Paese del “liberale” Berlusconi.

    Però, come dicono i francesi, “en Italie tout s’arrange”: quindi i vostri soldi se li becca la banca tedesca e ‘fanghiulo a quelle italiane.

    Bravi, magari tutti gli italiani avessero la vostra tenacia!

  6. La questione è mal posta.
    Par la banca italiana avranno chiesto in prestito più di quanto offrivano in garanzia.
    I tedeschi non sono mica dei benefattori, ma hanno le loro fisse e gli sono andati incontro.

  7. Perchè non cominciamo a cambiare le cose dicendo apertamente, ad esempio, quale sia l’Istituto di Credito italiano in questione? …E, per par condicio, anche quello tedesco?

    Un po’ di pubblicità comparativa non credo possa nuocere e non violerebbe la privacy di nessuno.

  8. della criminalità delle banche si sa ormai tutto. possiamo anche certificarne l’ ignoranza.

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