Una ventina di giorni fa sono stato all’Apple Store di New York, quello famoso sulla quinta strada, quello con il cubo di vetro per intenderci. Era gremito di gente, molte persone – compreso io e mia moglie – erano lì per visitarlo come un museo, e in fondo penso ancora che lo sia: lì sono state e tutt’ora sono esposte opere di tecnologia e design moderno (iPod, iPhone e iPad per dirne tre) frutto di idee visionarie e a volte folli – o geniali? – di Steve Jobs.

Oggi c’è ancora tanta gente fuori dal cubo, ma è diverso. Ci sono fiori e candele per celebrare la scomparsa di quell’uomo simbolo di innovazione e determinazione, co-fondatore di Apple, Ceo di Pixar, un uomo che cambiato il modo di rapportarsi alla tecnologia e che è stato capace di innovare nel vero senso della parola – come ha poi ricordato Obama –, di “pensare diverso”, perché “nella vita spesso la questione è sapere collegare i punti, mettendo a frutto le esperienze passate” – come diceva lui.

C’è un video in rete che a mio parere dice tutto, lo trovate a seguire; nel video, Jobs esorta i neo-laureandi di Stanford a immaginare strade mai percorse, a credere in qualcosa, portando come esempio se stesso.



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