Sono trascorsi solo pochi giorni da quando il T.A.R. del Lazio, con ordinanza n. 2829 del 28.7.2011, ha di fatto bloccato l’efficacia di una delle misure approvate dal Parlamento a sostegno dello sviluppo: il “bonus idrocarburi”.

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha infatti sospeso l’operatività del decreto interministeriale del 12.11.2010 con il quale si era disciplinata l’applicazione dell’art. 45 della L. 99/2009 che prevede l’istituzione di un fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti. Sicchè ad oggi vi sono molte perplessità sulle modalità e sulla reale possibilità di ottenere il promesso bonus.

Per comprendere appieno la portata del provvedimento adottato dal T.A.R. del Lazio, appare utile ripercorrere brevemente l’excursus giuridico che ha portato alla nascita del bonus idrocarburi.


Il 15 agosto del 2009 entrava in vigore la Legge 99/2009 intitolata “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia di energia” che all’art. 45 prevedeva l’istituzione del “Fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti nelle regioni interessate dalla estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi”.

Dopo quasi due anni, sembrava che si fosse giunti alla definitiva applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 45 grazie all’emanazione del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico del 12 novembre 2010 – pubblicato in G.U. n. 21 del 27.01.2011. Tale decreto individua le modalità di erogazione del fondo prevedendo la corresponsione di un bonus da direttamente a tutti i residenti maggiorenni muniti di patente di guida, ovvero mediante altre forme agevolative.

Una delle regioni che maggiormente avrebbe beneficiato di tale bonus sarebbe stata la Basilicata, dove si trovano i più importanti giacimenti petroliferi d’Italia e dove, infatti, da diverse settimane gli uffici postali deputati ad emettere la ribattezzata “card carburanti” (con la quale si sarebbe potuto usufruire del fondo carburanti) sono stati letteralmente presi d’assalto.

Le modalità di erogazione del fondo avevano suscitato diverse perplessità sia da un punto di vista politico e sia da un punto di vista strettamente giuridico. Senza entrare nel dettaglio delle scelte politiche, è sufficiente ricordare che aveva fatto discutere la distribuzione del fondo attraverso un bonus di poche decine di euro (si è calcolato circa 90 euro) destinato soltanto ai patentati, con ciò discriminando quella parte di popolazione che continua a subire i danni delle estrazioni senza essere patentata.

Da un punto di vista giuridico, invece, la recentissima ordinanza n. 2829 depositata in data 28.7.2011 (scaricabile qui) e con la quale la seconda sezione del T.A.R. del Lazio ha sospeso l’operatività del fondo, ha evidenziato l’esistenza di un concreto pericolo per l’integrità delle posizioni soggettive per le quali la Regione Veneto ha invocato la tutela.

In particolare, quest’ultima ha fondato il proprio ricorso sull’assenza nel decreto interministeriale del 12.11.2010 di compensazioni anche per le regioni in cui vi è la presenza di rigassificatori.

Il T.A.R. Lazio ha ritenuto di accogliere l’istanza cautelare proposta dal Veneto in quanto sarebbe dimostrato il “concreto pericolo che una quota rilevante del fondo possa essere distribuita nelle more della decisione di merito del presente giudizio senza alcuna possibilità di successivo ristoro e che deve essere mantenuta ferma la garanzia della integrità delle posizioni soggettive alla cui tutela è rivolto il presente giudizio”.

La decisione del Tribunale Amministrativo ha, dunque, congelato l’operatività del decreto interministeriale del 12.11.2010 rinviando l’esame del merito all’udienza del 21.3.2012.

Nel frattempo, in una nota diffusa dal Ministero dello Sviluppo Economico, si apprende che è in corso la presentazione di un ricorso al Consiglio di Stato che- a quanto pare – sarà esaminato durante il mese di agosto al fine di ottenere l’annullamento della sospensiva. Inoltre, il Ministero precisa che prosegue regolarmente l’attività di ricevimento delle domande per il bonus carburanti.

A questo punto, è d’obbligo domandarsi quanto opportuno sia continuare a presentare le domande per ottenere il bonus idrocarburi in attesa che venga emessa una decisione definitiva da parte del T.A.R. del Lazio e, soprattutto, quale sarà il futuro del fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti.


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2 COMMENTI

  1. Senza partire da molto lontano (“trasferimento”, dopo l’unità d’Italia, di risorse del Banco di Napoli e Banco di Sicilia al Nord per finanziare le varie necessità di quella zona d’Ialia), sarebbe stato il caso di invocare il “concreto pericolo per l’integrità delle posizioni soggettive” anche quando, per la “industrializzazione” del Mezzogiorno post sisma 23 novembre 1980, molti sedicenti imprenditori del Nord, con la colpevole, diciamo, superficialità dei politici dell’epoca (anche Meridionali) vennero in Basilicata ed Irpinia con il solo scopo di approfittare dei generosissimi incentivi per installare attività produttive che o non partirono mai o dichiararono fallimento dopo pochi mesi. Allo stesso modo, per eventi più recenti, si potrebbe invocare il suddetto pericolo anche a riguardo dei “conferimenti” di sostanze altamente inquinanti dal Nord alla pattumiera Sud (Campania in particolare) che, se da un lato implicano il delinquenziale supporto delle mafie, dall’altro non possono prescindere dal comportamento moralmente deplorevole e giuridicamente illegale di tanti imprenditori del Nord (salvando, ovviamente, la pace di tutti coloro che operano nel rispetto delle leggi che sono presenti al Nord come al Sud).
    Senza continuare oltre ed evitando nella maniera più assoluta di voler fare del vittimismo (molte colpe le abbiamo anche noi, in quanto ognuno è “faber fortunae suae”), mi piace concludere con l’auguro che si realizzi al più presto il federalismo, tanto invocato dalle popolazioni del Nord Italia, che porterà alla Basilicata soprattutto molti vantaggi derivanti dalla gestione diretta delle considerevoli risorse petrolifere ed idriche di cui dispone.
    Un convintissimo italiano ed un orgoglioso Meridionale che si alza in piedi quando si suona l’inno di Mameli.

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