Nominato ieri il nuovo Ministro della Giustizia che prende il posto di Angelino Alfano, divenuto primo segretario del PDL: è Francesco Nitto Palma, classe 1950, ex magistrato ed esponente di rilievo di Forza Italia prima, e del Pdl adesso.

In tre interviste apparse oggi, ha anticipato che, per prima cosa, si dimetterà dalla magistratura (è in aspettativa, per incarico parlamentare, già da tre legislature).

Il problema del sovraffollamento delle carceri è prioritario e verrà affrontato “attraverso un programma di depenalizzazione dei reati minori“.


Inoltre ritiene che vada ridotto il ricorso alla norma penale, perchè “le leggi prevedono la sanzione penale per violazioni che negli altri Paesi sono punite con sanzioni amministrative o civili

Parla poi di “uso moderato della carcerazione cautelare

Infine, sull’indipendenza dei giudici, ha osservato:

Credo che a tutti stia a cuore la terzietà del giudice e francamente come essere giudicati terzi se poi in politica si fanno scelte di parte? Il problema non si pone solo per i deputati e i senatori, ma anche per gli amministratori locali, consiglieri comunali, provinciali o regionali, dove il condizionamento del territorio è molto forte”.

Il nuovo ministro, da magistrato ha ricoperto in passato l’incarico di Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Roma (dal 1979 al 1993), dove si è occupato di casi scottanti come il processo Moro, il maxiprocesso alle Brigate rosse, l’arresto del mafioso italoamericano Frank Coppola e la strage di Ustica.

Dal gennaio 1993 al dicembre 1994 è stato Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia, poi riconfermato dal gennaio 1996 fino all’aprile 2001.

Dal dicembre 1994 al novembre 1995 è stato Vicecapo di gabinetto e direttore dell’Ufficio Relazioni Internazionali del Ministero di Grazia e Giustizia.

Eletto poi alla Camera dei Deputati nel 2001, è stato Presidente della Commissione Giurisdizionale per il personale della Camera, componente della Commissione Affari Costituzionali, componente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa, componente della Commissione Parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi.

Nel 2006 viene eletto al Senato della Repubblica, dove ricopre l’incarico di Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, e componente della commissione antimafia.

Rieletto al Senato come capolista in Calabria il 13 aprile 2008, in questa legislatura è stato fino ad adesso sottosegretario di Stato con delega per le materie di competenza del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, per le materie di competenza dei Dipartimento per le politiche del personale dell’Amministrazione civile dell’interno e per le risorse strumentali e finanziarie e per le materie di competenza del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali relative alla Direzione Centrale per l’amministrazione generale e per gli Uffici territoriali del governo.

Nel 2002 ebbe un breve momento di ribalta nazionale quando presentò un emendamento alla Camera, poi ritirato, che prevedeva il blocco totale di indagini e processi sui parlamentari per tutta la durata del loro mandato, antesignano del lodo Alfano.

Amico di Cesare Previti, fedelissimo di Berlusconi, testimone di nozze del Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Palamara, autore di romanzi, Nitto Palma pare sia riuscito a mettere tutti d’accordo, Quirinale, Governo e Magistratura.

Chissà se riuscirà a piacere anche a quelle componenti dell’Avvocatura, che qualche giorno fa si sono riunite, presso il Consiglio Nazionale Forense, per commentare le novità introdotte dalla manovra finanziaria e per chiedere l’approvazione, in tempi rapidi, del disegno di legge di riforma della professione forense.

I presidenti di CNF, Cassa Forense e OUA hanno chiesto che il testo, già approvato dal Senato, venga rapidamente esaminato dalla Camera, ritenendo che i suoi principi ispiratori (“specialità della professione forense”, “funzione insopprimibile degli Ordini”, “assoluta diversità della professione dall’attività di impresa”) debbano rimanere inalterati.

Il nuovo Ministro, dunque, dovrà presto prendere posizione, decidendo (come già faceva da giudice) sulle richieste degli avvocati…


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